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05 mag 2008
Da Loryz

Loryz

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" L' Angolo del Recensore " - Aperto a tutti, Nerd specialmente.

508 Risposte 2.553 Visualizzazioni Creato 05-05-2008
L' Angolo del Recensore
 
Buonasera, Nerd e non del forum PieSse.
 
Vito è un NON_Nerd, quindi, non avendo una nerchia da fare e non volendo nerdare su GTA IV, mi sono deciso io personalmente di aprire questo topic, in cantiere da ormai troppo tempo, un po' come la Salerno - Reggio Calabria.
 
Questo trèd è aperto a tutti e nasce per dare libero sfogo alle vostre arti letterarie ( ma di analfabetismo, per molti -.-" ) applicate all'amore per i videogames.
 
Scrivere una recensione completa, o anche una in formato mini, se volete, è semplice e divertente, in quanto non comporta grande perdita di tempo, vi fa fare il reale punto  della situazione riguardo il gioco che avete esaminato ed è una cosa che avete scritto voi e può aiutare altri nell'orientarsi.
 
Le regole del topic sono semplici e concise:
 
Ogni post può contenere una sola recensione, quindi postate una recensione alla volta, recensite ciò che avete ora, non scappate a scrivere di tutto quel che avete preso per Ps3 finora !
 
Una sola recensione per ogni gioco da ogni utente, la più obiettiva possibile, ma non abbiate paura di affibiare un 4 al quello che è considerato capolavoro dagli altri.
 
Arricchire la recensione con immagini / video è sicuramente una bella cosa !
 
Chi legge una recensione non ha bisogno di soluzioni, trucchi, consigli di gioco, vuole solo sapere se il gioco è bello oppure no, quindi scrivete solo ciò che all'utente finale potrebbe interessare, e lo ricordo, tenendo un occhio distaccato ed obiettivo, il maggiormente possibile.
 
Ogni recensione non ha un limite di lunghezza, ma non siate né troppo prolissi e ripetitivi nello stesso concetto, né come dire... recensioni davvero troppi mini !
 
È alquanto ovvio che le recensioni vadano scritte da voi, e non rubacchiate da altrove -_-" .
 
È vietato postare reclami, suggerimenti e qualsiasi altra cosa: in questo topic vanno inserite solo edesclusivamente i vostri scritti !! 
 
 
 
 
Qualche piccolo consiglio: utilizzate il vostro stile, chi ve lo nega, ma, specie per coloro che si avvicinano a questo aspetto del videogioco, consiglio un profilo alla spaziogames, con voti sintentici di ambito, uno globale, Pro, Contro, breve introduzione, gameplay, grafica et sonoro, commento finale. Magari non scrivete qui, utilizzate un blog, se lo avete, o un sito di upload come tanti se ne trovano.
Caldamente consigliate e da preferire le recensioni complete a quelle mini/semplici opinioni riguardo il gioco ;) !
 
 
Inoltre consiglio ai nuovi della pratica di guardare magari le recensioni di qualcun altro come esempio, non buttatevi alla cieca !

Personalmente, lascerei libero il topic anche ai giochi per PSP e pure altre console, poi se non volete o non si può, no problema.
 
Un grazie a me stesso per aver avuto l'idea mesi fa, a VitOttantaCinque per averla fatta tornare in auge e a Dolph perché è lui.
 
Ah, al primo che posta una videorecensione un Dolph_Nerd a casa ! 
 
I ♥ and respect this topic 'cause I ♥ VideoGames. And yeah, I Dolph.
 

Invito i Mod a stickare il topic, aggiornare il primo post indicando gioco, se mini o recensione completa, varie, eventuali ed inviare una foto di Spiller nudo.

 

Buona scrittura e buon divertimento / servizio utile a tutta la community.

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knight96 ha scritto:
Hai ottenuto la penna di Spaziogames.
E' un riconoscimento che viene dato a recensioni più che meritevoli, per completezza di contenuti e di forma.
Io ad esempio ne ricevo sempre una per ogni mia recensione. Il difficile è ottenere il trofeo del mese, dato alle recensioni migliori.

 

Grazie mille per l'informazione Knight!
Ad essere sincera mi sono iscritta in quel forum solo ed esclusivamente per postare la recensione di quel gioco; non mi sono mai imbattuta nel pubblicarne altre :Stupid:


I miei complimenti per tutte le penne che hai ricevuto. Ti auguro di riuscire, prima o poi, a vincere anche il trofeo del mese!

 

Buona serata!

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Licht__Nacht ha scritto:

knight96 ha scritto:
Hai ottenuto la penna di Spaziogames.
E' un riconoscimento che viene dato a recensioni più che meritevoli, per completezza di contenuti e di forma.
Io ad esempio ne ricevo sempre una per ogni mia recensione. Il difficile è ottenere il trofeo del mese, dato alle recensioni migliori.

 

Grazie mille per l'informazione Knight!
Ad essere sincera mi sono iscritta in quel forum solo ed esclusivamente per postare la recensione di quel gioco; non mi sono mai imbattuta nel pubblicarne altre :Stupid:


I miei complimenti per tutte le penne che hai ricevuto. Ti auguro di riuscire, prima o poi, a vincere anche il trofeo del mese!

 

Buona serata!



Già fatto, 3 volte asd

Ok modalità "spaccone sono figo" off 

^^

Felice di esser stato d'aiuto 

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Rif.: Heavy Rain - knight

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Considerando il tuo (pessimo) gusto videoludico,proprio non capisco come tu possa aver ottenuto quel premio per ben tre volte.
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Rafyk ha scritto:
Considerando il tuo (pessimo) gusto videoludico,proprio non capisco come tu possa aver ottenuto quel premio per ben tre volte.

Non c'erano altri candidati.

 

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FEDE90 ha scritto:

Rafyk ha scritto:
Considerando il tuo (pessimo) gusto videoludico,proprio non capisco come tu possa aver ottenuto quel premio per ben tre volte.

Non c'erano altri candidati.

 


 

Ora è tutto più chiaro.

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Rafyk ha scritto:

FEDE90 ha scritto:

Rafyk ha scritto:
Considerando il tuo (pessimo) gusto videoludico,proprio non capisco come tu possa aver ottenuto quel premio per ben tre volte.

Non c'erano altri candidati.

 


 

Ora è tutto più chiaro.


 

Non va a candidatura, è la redazione di Spaziogames che decide autonomamente :icebad:

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Nel mondo dei videogiochi abbiamo assistito a storie di idraulici giramondo, spie superaddestrate, soldati pronti a dare la vita in battaglia e così via. Poche di queste però hanno saputo innovare davvero il modo di concepire i videogiochi. Ed uno di questi è certamente stato Deus Ex.
Il gioiello Ion Storm prese vita nel lontano 2000, dapprima su PC ed in seguito su PS2. Ambientato in un distopico 2050, dove il divario tra ricchi e poveri è immenso e gli uomini più potenti del globo mirano a diventare signori incontrastati di esso, Deus Ex ci metterà al comando di JC Denton, soldato dell'organizzazione antiterroristica UNATCO.
A partire dalla primissima missione avremo già modo di comprendere il gameplay di gioco, in grado di mescolare lo sparattutto in prima persona allo stealth, il tutto racchiuso da meccaniche GDR, con cui migliorare le abilità di JC. L'enorme libertà di gioco che ci viene data infatti, permette al giocatore di scegliere con che approccio superare i vari ostacoli che dovremo fronteggiare. Preferire una meccanica stealth ci indurrà a migliorare abilità come il nuoto e la capacità di scassinare serrature, mentre una di stampo FPS ci porterà a preferire una maggior maestria nell'uso di armi da fuoco o da combattimento ravvicinato. Strettamente connesso a ciò troviamo i potenziamenti: JC infatti rappresenta, insieme a suo fratello, uno dei primi esseri umani potenziati tramite cellule nanotecnologiche, che, attraverso l'uso di particolari contenitori, gli permetteranno di ottenere determinate abilità. Ogni contenitore darà accesso ad un potenziamento legato alla medesima parte del corpo, impedendoci quindi di installare nel nostro corpo ogni "impianto". Ciò ci costringerà a dover scegliere accuratamente se dotare JC, ad esempio, di una capacità di corsa migliorata o della possibilità di camminare senza far rumore.
La corposa meccanica GDR si sviluppa all'interno di un mondo di gioco enorme, dove l'esplorazione è un tassello fondamentale per raggiungere l'obiettivo. Le vie attraverso le quali potremo giungere a destinazione saranno infatti molteplici e talvolta muteranno anche il corso degli eventi, con pro e contro. Nel corso delle oltre 20 ore abbondanti per terminare l'avventura, verremo risucchiati in un mondo cyberpunk curato ed estremamente cupo, dove il disagio e la paura, seminata dalla povertà e dal virus "Morte Grigia", si possono respirare con chiarezza. La trama peraltro, si rivela semplicemente splendida, avvincente ed in grado di catturare fino a giungere ad uno dei tre finali disponibili.
Unito a ciò troviamo un comparto audio ottimo, che affianca ad un doppiaggio inglese di buona fattura una colonna sonora di qualità eccelsa, capace di emozionare ed eccitare come poche sono state capaci di farlo.
Discorso a parte per l'IA, davvero scadente, capace di essere una vera sfida solo mediante una potenza di fuoco elevata ed un gran numero di soldati nemici
La voglia di osare degli sviluppatori rende Deus Ex uno dei giochi più particolari del mercato videoludico, che è stato in grado di rivoluzionare il videogioco, nonché di influenzare moltissimi titoli a venire (si pensi a Crysis e ai poteri della nanotuta), un capolavoro di rara bellezza che, nonostante l'età lo abbia reso ormai un po' troppo datato, ancora oggi può divertire ed emozionare chiunque abbia la pazienza di cimentarvisi.

 

GRAFICA: 8

SONORO: 9

DIVERTIMENTO: 9,5

LONGEVITA': 8,9


TOTALE: 9,5

 

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Deus Ex: The Conspiracy - knight

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Rafyk ha scritto:

FEDE90 ha scritto:

Rafyk ha scritto:
Considerando il tuo (pessimo) gusto videoludico,proprio non capisco come tu possa aver ottenuto quel premio per ben tre volte.

Non c'erano altri candidati.

 


 

Ora è tutto più chiaro.


 

Non va a candidatura, è la redazione di Spaziogames che decide autonomamente :icebad:


E' da tempo che Spaziogames prende mazzette sottobanco :D

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Rif.: Heavy Rain - knight

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Devil May Cry 2bis

 

Se ci soffermiamo ad analizzare il vastissimo panorama dei videogiochi action/hack 'n slash, un titolo in particolare risalta sopra agli altri e prende il nome di Devil May Cry.

Il titolo, creato dalla mente di Hideki Kamija, ha rappresentato una delle vette più alte raggiunte dal genere, per poi affossarsi in modo drastico col secondo capitolo, non più capitanato dal sopracitato Kamija.

Nonostante il successo (meritatissimo) del terzo episodio, al papà di Dante & Co non riuscì più ad accettare la piega presa dalla sua creatura.

Per rispondere a tale cambio di rotta Kamija lancia la sua sfida: e questa sfida si chiama Bayonetta, ovvero ciò che Devil May Cry 2 non riuscì a diventare.

 

Bigger, Better, More Badass

 

Descrivere Bayonetta non è propriamente una cosa semplice. Il modo migliore per farlo è cercare di immaginare tutte le follie a cui lo stile giapponese ha abituato l'utenza di videogiocatori, moltiplicarle all'ennesima potenza ed unirle in un singolo videogame.

Una follia che possiamo individuare già a partire dall'omonima protagonista, una giovane e seducente strega, colpita da una tremenda amnesia, vestita dei suoi stessi lunghissimi capelli.
Obiettivo della nostra eroina sarà quello di ricomporre i tasselli della sua vita e comprendere chi era prima di risvegliarsi dal suo sonno secolare.
A fronteggiarla questa volta nessun demone, ma al contrario a puntarci contro le armi saranno le forze del Paradiso, impegnate a spedire all'Inferno la nostra eretica strega.

In questo particolare scambio di ruoli, che ci metterà sostanzialmente nei panni della "cattiva", la storia di Bayonetta si succede con una climax assolutamente sopra le righe, tra battute spinte e sequenze decisamente sopra le righe, in un mix di azione e pose sexy.

E' un universo, quello di Kamija, decisamente strano e in grado di strappare qualche volta un sorriso o una espressione incredula di fronte ad eventi folli all'estremo.

 

Pistole, pugni e... capelli stregati

 

Il gameplay del titolo Platinum Games riprende in maniera evidente lo stampo di DMC, "pulendo" però il battle system di qualsiasi elemento in grado di rallentare gli scontri. Il risultato è un parco di mosse amplissimo, facile da imparare ma non per questo poco profondo, al contrario riuscire ad imparare quale combo sia più adatta contro ciascun nemico diventerà vitale dopo poche ore di gioco.

Se infatti i primi combattimenti sembrano essere governati dal Button-Smashing più totale, all'arrivo dei primi "angeli tosti" dovremo rivedere la nostra condotta troppo sbarazzina e imparare non solo ad attaccare, ma anche a schivare i colpi nemici.

La schivata è infatti uno degli elementi più caratteristici del gameplay: essa infatti non si limita a farci evitare una  brutta fine, ma anche ad attivare un particolare potere di Bayonetta denominato "Sabbat Temporale". 
Questo sarà ottenibile dopo aver evitato con successo, e all'ultimo istante, un colpo dei nostri avversari, e ci permetterà di bloccare temporaneamente il tempo, concedendoci la possibilità di devastare gli angeli che ci stanno intorno.

E quando parliamo di Bayonetta, il verbo "devastare" è quanto di più appropriato si possa immaginare.

Insieme alle caratteristiche pistole della nostra strega, legate a braccia e gambe, potremo sfruttare anche la sua più improbabile risorsa: i capelli. Concludendo le combo più potenti infatti, la chioma della bella protagonista smetteranno di vestirla, per trasformarsi ora in un gigantesco pugno, ora in uno stivale in grado di schiacciare i nemici. Portando a termine una successione di attacchi senza mai essere colpiti inoltre, una barra di magia si riempirà fino a permetterci di utilizzare un "Attacco Torturante": grazie a questo potremo sferrare un colpo tremendo ad un nemico, trasformando i sempre fidati capelli in strumenti come ghigliottine e Vergini di Norimberga.

A chiudere il tutto vi sono poi le Apoteosi; attivabili contro i nemici più grandi, questi attacchi ci permetteranno di scatenare tutto il potere della chioma stregata di Bayonetta, scatenando contro le forze del Paradiso mostri come draghi giganti o tarantole divoratrici.

 

Stile Jappo

 

Come avrete ormai capito, Bayonetta è assolutamente un titolo sopra le righe, in grado di lasciare più volte a bocca aperta sia per le cut-scene, sia per la varietà di situazioni folli in cui ci troveremo a lottare.

Il lungo cammino della nostra strega non sarà infatti composto solo da "classici" combattimenti, ma anche da scontri in corsa sui muri di un edificio o ancora a bordo di una moto lungo una autostrada e molto altro ancora. Rivelare altri eventi inerenti la storia del gioco sarebbe davvero un crimine, dal momento che ogni istante di Bayonetta riesce a risultare costantemente fresco e mai noioso, per tutte le 15 ore di durata.

Quello che però meno risulta convincente è la trama: nonostante la sequela di battutine diverta, il plot vero e proprio è praticamente assente nelle prime ore, per prendere una consistenza, anche piuttosto notevole, solo nelle ultime 5-6 ore di gioco.

Ciò che però maggiormente potrebbe danneggiare il titolo è proprio lo stile esagerato che lo caratterizza, uno stile di sicuro impatto, ma che non è in grado di incontrare il gusto di ogni tipo di utenza, specialmente quella troppo legata a personaggi e trame serie.

 

And she looks great too

 

Ad un gameplay così solido non manca una realizzazione grafica assolutamente ottima: nonostante pecche come un antialiasing non sempre fantastico, delle texture dettagliate si legano ad ambientazioni e animazioni curatissime.

Il titolo è quindi in grado di stupire per numero di dettagli ed effetti di luce, ma soprattutto per un frame rate che, anche nei momenti più concitati, non cala praticamente mai, mantenendosi inchiodato sui 30fps.

Ancor più riuscito è il comparto sonoro: il doppiaggio (in inglese) è decisamente curato e caratteristico, piacevole e vanta voci azzeccate. La colonna sonora è invece un mix particolarissimo di tracce di stampo solenne, cantate a volte da cori a *****, e di altre invece ben più diverse, di genere pop, in grado di rimanere impresse nella mente del giocatore.

 

La caccia alle streghe è terminata

 

In conclusione Bayonetta è davvero la rivoluzione di un genere, un titolo folle, sopra le righe, divertente, frenetico all'eccesso, che può vantare personaggi e situazioni di gioco al limite dell'immaginabile, il tutto chiuso da una climax finale indimenticabile.

Nonostante il button-smashing che penalizza le lotte contro gli angeli meno potenti e uno stile incapace di essere apprezzato da tutti (difetto oppure no?), Bayonetta è un titolo longevo, difficile e divertentissimo, realizzato con grande cura e che può fregiarsi di un gameplay di fronte al quale tutti i titoli del genere dovranno confrontarsi.

 

GRAFICA: 9

SONORO: 9,2

DIVERTIMENTO: 9,5

LONGEVITA': 9


TOTALE: 9,4

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Bayonetta - knight

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Bayonetta è davvero superbo, complimenti per la recensione Knight :smileywink:

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Rif.: Bayonetta - knight

Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perchè noi siamo fratelli del mondo.
"Non importa quanto soffriremo, l'Inter la ameremo sempre e comunque” ctz LT
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Bayonetta :Q_______________________________________________________________________________
E' uno di quei giochi che ti fa sbavare sia per quello che vedi (lol) sia per quello che fai.
Io direi complimenti per la recensione ma SOPRATTUTTO complimenti per l'immagine!!!!!

 

E bravissimo per Deus Ex!!! Che bello vedere un utente che non si fa problemi a giocare giochi vecchiotti!!! Ti senti un retrogamer oppure è stato solo un caso (perchè ti è piaciuto tanto Human Revolution)?

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Rif.: Bayonetta - knight

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KyoSiegfried86 ha scritto:

Bayonetta :Q_______________________________________________________________________________
E' uno di quei giochi che ti fa sbavare sia per quello che vedi (lol) sia per quello che fai.
Io direi complimenti per la recensione ma SOPRATTUTTO complimenti per l'immagine!!!!!

 

E bravissimo per Deus Ex!!! Che bello vedere un utente che non si fa problemi a giocare giochi vecchiotti!!! Ti senti un retrogamer oppure è stato solo un caso (perchè ti è piaciuto tanto Human Revolution)?



Se ho l'occasione mi piace sempre giocare vecchie glorie ;)

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Rif.: Bayonetta - knight

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Innovare un genere - Parte seconda

 

Che il genere degli sparatutto domini l'attuale panorama videoludico è risaputo.
Che i vari TPS e FPS ormai si stiano sempre più affossando nel baratro della banalità, anche.
Eppure ancora esistono titoli in grado di spiccare tra la massa.
E se i Platinum Games già hanno dimostrato di sapere il fatto loro con "Bayonetta", presentando "Vanquish" sono del tutto intenzionati a dir la loro anche riguardo al vastissimo mondo degli sparatutto.


La trama di "Vanquish" prende il via dalla più banale delle trame, ovvero lo scoppio di una guerra tra Russia e USA, in un lontano futuro, dove l'uomo è costretto a cercare nello spazio nuovi luoghi dove insediarsi, mediante l'uso di gigantesche navi colonie.
I "cattivoni" russi utilizzano appunto la prima di queste astronavi per compiere un attacco terroristico.
In una corsa contro il tempo per evitare la distruzione di New York, una squadra di Marines viene inviata sulla colonia per fermare i russi. Tra di loro milita il protagonista, Sam Gideon, un agente della DARPA, dotato di una armatura, la A.R.S., in grado di aumentare incredibilmente velocità e prestazioni fisiche dell'utilizzatore.

 

Supertuta, un fucile e tanta tamarraggine


La storia, va detto subito, si presenta piana e lineare, degna del più classico blockbuster holliwoodiano. Il tutto è insomma un pretesto per gettare il giocatore in pasto a centinaia di robot.
La nostra arma principale, inutile dirlo, sarà la nostra armatura.
Tramite essa Sam infatti sarà in grado di sfrecciare lungo i vari livelli a velocità inaudita, picchiare a mani nude i propri nemici e, soprattutto, rallentare il tempo con una sorta di bullet-time, denominato Sistema AR. Per attivare questa feature ci basterà premere il tasto di mira dopo aver eseguito una capriola o mentre stiamo utilizzando il turbo dell'armatura, e immediatamente il tempo rallenterà lasciandoci tutto il tempo di colpire i nostri avversari.
Bastano pochi minuti per rendersi conto di quanto l'AR sia utile: il numero di robot con cui avremo a che fare, e soprattutto la potenza e mole di alcuni, mantengono sempre la curva di difficoltà su livelli piuttosto alti, al punto che, qualora venissimo feriti troppo gravemente, l'armatura attiverà in automatico l'AR per permetterci di fuggire.
Con questi elementi, "Vanquish" riesce a creare un gameplay che, nella sua evidentissima linearità, riesce a non annoiarsi mai, complici livelli piuttosto estesi, un ritmo di gioco galvanizzante e una buonissima varietà di nemici. E a molti nemici corrispondono molte armi.
Nonostante le bocche da fuoco su cui metteremo mano siano piuttosto "classiche", la varietà delle stesse è decisamente elevata, facendoci ora imbracciare un fucile d'assalto, ora un lanciarazzi, per giungere a particolari strumenti come un lancia-lame rotanti.
Peculiarità dell'arsenale di Sam è la possibilità di essere potenziato: raccogliendo più volte lo stesso tipo di arma, o trovando delle apposite icone di "Potenziamento", vedremo il nostro strumento di morte salire di livello, con svariati benefici.

Volendo quindi descrivere in una sola parola "Vanquish" potremo usare "velocità".

Tutte le ore di gioco sono infatti un susseguirsi continuo ed emozionanti di combattimenti frenetici, dove una singola copertura non è usata per più di qualche secondo.

La climax che domina gli eventi di "Vanquish", pur non eguagliando quella di "Bayonetta", riesce a trasportare il giocatore in un universo fatto di pura adrenalina.

 

Botti di capodanno, senza rallentamenti


A chiudere in bellezza un gameplay così frenetico vi è infine un comparto tecnico di prim'ordine, in grado di regalare effetti visivi impressionanti senza mai un calo di frame rate, nemmeno nei momenti più concitati.

Se escludiamo i momenti di salvataggio dei checkpoint infatti, tutta l'azione di "Vanquish" procede spedita con un frame rate inchiodato, privo di qualsivoglia calo, anche durante le più incredibili esplosioni su schermo
Anche il sonoro può però dire la sua.

Il doppiaggio è presente sia in italiano che in inglese, ed in entrambi i casi è di buona qualità, mentre l'OST, composta da tracce elettroniche, si adatta bene all'universo futuristico del gioco.

 

Già finito?


Spiace però dover ammettere come Vanquish porti con se difetti non indifferenti: innanzitutto la longevità si attesta sulle 8 ore, nonostante la presenza di una modalità sfida e una rigiocabilità buona permettano di aumentare considerevolmente questo numero; secondariamente, come già detto, il plot narrativo si rivela praticamente assente, presentando una trama banalissima che si conclude con un colpo di scena prevedibile. I personaggi anche sono decisamente stereotipati, ma riescono comunque ad essere piacevoli, dal tamarro fumatore Sam al burbero e autoritario sergente Burns.
In ogni caso, Vanquish è un titolo di enorme valore, divertente, frenetico ed appagante come pochi, da provare almeno una volta per poter sperimentare un nuovo modo di vivere gli sparatutto.

 

GRAFICA: 9

SONORO: 8,4

DIVERTIMENTO: 9,1

LONGEVITA': 8


TOTALE: 8,9

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Vanquish - knight

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E con la recensione di Heavy Rain mi becco il quinto trofeo

:lalala:

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Bella recensione, anche se a volte devi recensire giochi che non ti son piaciuti. Hai una media troppo alta XD.

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Ritorno al passato


Nell'immenso panorama videoludico molte saghe hanno lasciato il loro segno proponendo sistemi di gioco rivoluzionari o storie profonde.
Poche però hanno avuto lo spessore qualitativo di quella creata da Hideo Kojima: Metal Gear.

Dopo il primissimo capitolo in 2D dell'87, la serie si è evoluta fino all'approdo su PS1 con Metal Gear Solid, considerato uno dei videogiochi più belli di sempre.
A distanza di anni, il team Kojima crea una collection contenente 3 titoli della saga rimasterizzati in HD, per PS3 e XBOX360: MGS2, MGS3, MGS: Peace Walker, in origine esclusiva per PSP.
Nonostante la mancanza del primo episodio, che per i possessori della sola Xbox si traduce in una impossibilità di vivere il capitolo per PS1, la collection propone tre titoli fondamentali della saga, che si collocano al centro della linea temporale della stessa.

Prepariamoci dunque a mettere mano su alcuni dei più bei videogiochi mai venduti.

 

Facciamo un po' di ordine


Inserito il CD, ci verrà presentata una schermata dalla quale scegliere quale dei tre giochi iniziare. Essi sono presentati secondo la linea temporale, partendo quindi da MGS3 (ambientato negli anni '60), poi MGS: Peace Walker (anni '70) ed infine MGS2 (2008).

Nonostante ciò, è consigliabile per tutti i neofiti della saga di seguire la successione partendo dal secondo episodio, quindi il terzo ed infine Peace Walker.

In ogni caso, al fine di rendere più chiara la trama di ciascun gioco, in questa recensione sarà seguita la linea proposta dalla collection partendo da Metal Gear Solid 3: Snake Eater.

 

Operazione Mangiaserpenti


MGS3 viene qui proposto nella versione Subsistence, ovvero con la telecamera in terza persona, dal momento che tradizionalmente la saga aveva sempre mantenuto una visuale dall'alto.

Ciò ovviamente valorizza ancor di più quello che è probabilmente il capitolo più amato della serie.

In MGS3 vestiremo i panni di Naked Snake, che sarebbe in futuro divenuto Big Boss, la nemesi del primo Metal Gear.

L'ambientazione è la fitta foresta russa, durante la Guerra Fredda; il nostro obiettivo è liberare uno scienziato di nome Sokolov e portarlo negli USA. Da queste premesse prende il via una trama tanto profonda quanto emozionante e commovente, che vanta personaggi estremamente caratterizzati e una regia da oscar a cui si unisce uno dei finali più belli di sempre.

Alla pari, il sistema di gioco presenta meccaniche uniche, unendo all'azione stealth una vena di stampo survival: il nostro compito sarà infatti quello di infiltrarci furtivamente dietro le linee nemiche utilizzando qualsiasi mezzo a nostra disposizione e indossando mimetiche utili per nasconderci in qualsiasi luogo; al contempo dovremo fare attenzione alla nostra salute: infatti, qualora venissimo feriti gravemente, dovremo curarci tempestivamente mentre, per placare i morsi della fame, dovremo cibarci di animali selvatici e quant'altro.

L'azione di gioco si protrae senza cedere mai passo alla noia, alternando alle fasi di infiltrazione boss fight indimenticabili e sequenze spettacolari per la considerevole durata di 25-30 ore, rendendo di fatto questo MGS3 un capolavoro assoluto.

A ciò va ad aggiungersi la presenza di Metal Gear e Metal Gear 2, che furono introdotti all'interno di MGS3: Subsistence su PS2.
Nonostante l'età di questi due titoli, risulta alquanto doveroso almeno provare ad immergersi in due avventure che, nonostante il peso degli anni, portano con sé un gusto decisamente retrò.

 

Principi di deterrenza e Guerra Fredda


Il titolo seguente è Metal Gear Solid: Peace Walker, il più recente in ordine di uscita e certamente quello più moderno.
Ancora una volta nei panni di Big Boss, la trama di PW cerca di delineare gli avvenimenti che portarono Big Boss a divenire il capo di Outer Heaven, il "sogno di ogni mercenario", distrutto in "Metal Gear" da Solid Snake.

La trama presenta una narrazione decisamente solida, che si immerge nella fitta rete di inganni formatasi durante il periodo della Guerra Fredda, focalizzandosi in particolare sul concetto fondamentale di deterrenza. I colpi di scena e il finale a sorpresa danno certamente alla storia di Peace Walker uno spessore enorme,  nonostante essa non regga il confronto i titoli per console casalinghe.

Peace Walker presenta le ovvie limitazione dovute alla sua natura di titolo portatile: un gran numero di missioni di breve durata ed un comparto tecnico con le sue pecche,  pur venendo valorizzato dal passaggio all'alta definizione.
Il gameplay è certamente l'elemento che più è mutato rispetto al passato: oltre alle classiche fasi stealth, viene infatti data al giocatore la possibilità di reclutare il proprio esercito personale. Catturando i soldati nel corso della nostra avventura, potremo infatti ingrandire le file dei nostri alleati, inserendoli nelle unità di combattimento, spionaggio ecc.

Questo lato "gestionale" si rivela semplice ma curato e si rivela necessario per migliorare il nostro arsenale e le nostre scorte di munizioni e rifornimenti. Caratteristica fondamentale di Peace Walker è infine l'ottima modalità cooperativa, probabilmente una delle migliori degli ultimi anni, che ci permetterà di giocare tutta l'avventura (o quasi) in compagnia di almeno un'altra persona. Un elemento questo che si rivela necessario durante le boss battle titaniche in cui ci impegnerà il titolo, che spazieranno da semplici carri armati fino ad enormi mezzi blindati. Terminata la longeva campagna (circa 30 ore) restano poi le numerosissime missioni secondarie, che spaziano da missioni di infiltrazione ad altre dedicate unicamente agli scontri contro delle versioni potenziate dei boss, allungando considerevolmente la longevità totale.

 

L'inganno di Kojima


A chiudere la collection rimane Metal Gear Solid 2: Sons Of Liberty, probabilmente il titolo peggio invecchiato dei tre e, soprattutto, il più controverso della saga.

Invecchiato per via della sua telecamera dall'alto, difficile da digerire, e per i comandi ormai datati; controverso per la scelta di Kojima di introdurre come personaggio non più il celebre Solid Snake (MG1;MG2:MGS) ma il giovane ed inesperto Raiden. A ciò, considerato una sorta di "tradimento" da alcuni fan, si aggiunge una mole impressionante di video dalla durata non indifferente, che lasciò alcuni giocatori con l'amaro in bocca.

MGS2 è comunque in toto un Metal Gear Solid, con tutte le sue peculiarità.

La trama, dopo un breve capitolo introduttivo denominato "Tanker", parla di un attacco terroristico all'interno del complesso Big Shell. A fermare i terroristi viene inviato il giovane Raiden, che non ha però mai avuto esperienza sul campo. Nonostante i primi minuti di gioco possano lasciare perplessi sulla qualità del comparto narrativo, in breve tempo sia l'inesperto protagonista che la narrazione subiscono una climax impressionante regalando una storia complessa ed estremamente profonda, che si conclude con dei meravigliosi dialoghi finali.

Per quanto riguarda il gameplay, ancora una volta a farla da padrone è la meccanica stealth, in maniera ancor più marcata degli altri due titoli. Nonostante il primo approccio col titolo possa essere traumatico per via dei comandi decisamente obsoleti, in poco tempo MGS2 svela le sue qualità regalando una esperienza di gioco appagante.

Neo evidente è la longevità, che, escludendo le corpose sequenze video, si attiene sulle 13 ore.

 

Cura maniacale


Ciò che contraddistingue tutti e tre i titoli è certamente, oltre ad una trama di livello, la cura per il comparto tecnico: tutti e tre i titoli presentavano al periodo della loro uscita un dettaglio grafico davvero ottimo, che beneficia ora del restyle HD, riportando al vecchio splendore in particolare MGS2.

Altra peculiarità dell'intera saga è certamente la qualità del comparto audio: i doppiaggi in inglese sottotitolato sono semplicemente magnifici, carichi di pathos e realizzati con enorme professionalità.

La colonna sonora è altrettanto buona, e vanta tracce varie e tutte assolutamente epiche. Molte di esse sono destinate a rimanere nei ricordi del giocatore.

 

Capolavori con qualche problema


Nel complesso ci troviamo di fronte ad una collection di enorme qualità.

Ciò non rende però i titoli privi di difetti: MGS2 è certamente invecchiato male, proponendo comandi ed inquadrature ormai obsolete, mentre Peace Walker, nella sua volontà di rivoluzionare il gameplay della saga, farà storcere il naso ad alcuni fan della saga.

Un appunto va inoltre fatto agli achievements/trofei: escluso il caso di Peace Walker, essi hanno la cattiva abitudine di spoilerare (rovinare) la trama dei giochi: differentemente da quanto avviene di solito, i trofei di MGS2 e MGS3 relativi alla storia non sono oscurati come si usa fare (lasciando la dicitura "obiettivo nascosto"). Per non incorrere in spiacevoli sorprese, ai novizi della saga si sconsiglia di aprire il menu trofei prima della conclusione dei due sopracitati titoli.

 

Operazione nostalgia: completata


In conclusione ci troviamo di fronte ad una collection coi fiocchi, che vanta la presenza di tre giochi di enorme valore.
Il restyle grafico dona nuova vita alle avventure dei protagonisti dei 3 Metal Gear Solid proposti, facendo rivivere le avvincenti storie partorite dalla mente di Hideo Kojima.

Se a tutto ciò uniamo una longevità complessiva altissima, è chiaro come la Metal Gear Solid HD Collection si riveli un titolo da possedere assolutamente, per i novizi e i fan di vecchia data.

 

PRO

  • 3 capolavori riuniti nello stesso disco
  • Storie avvincenti
  • Gameplay profondo
  • Longevità alle stelle

CONTRO

  • MGS2 è invecchiato male
  • Non è un gioco per tutti
  • I trofei/obiettivi spoilerano

GRAFICA: 9

SONORO: 9,6

DIVERTIMENTO: 9,6

LONGEVITA': 9,7


TOTALE:  9,5 

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MGS HD Collection - knight

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Nella conclusione del precedente Condemned, il protagonista, Ethan Thomas cadeva vittima di orribili allucinazioni. Dopo 11 anni, l'ondata di violenza che ha segnato il primo episodio non sembra arrestarsi, anzi.
Nel frattempo Ethan è diventato un alcolizzato e frequenta i vicoli più malfamati, ormai cacciato dalla SCU (Serial Crimes Unit), finché non viene richiamato dai suoi ex-superiori per una nuova indagine.

Da qui prende il via una trama che, senza troppe pretese, si rivela ben realizzata, in grado di mantenersi sempre interessante fino al colpo di scena finale. 
Nella sua avventura Ethan si ritroverà ben presto a fare i conti sia con le sue allucinazioni, sia, soprattutto, con il gran numero di uomini in preda al delirio omicida che sconvolge la città.

 

Meno paura, ma un gameplay migliorato


A differenza del primo Condemned, questo seguito si rivela, a conti fatti, meno pauroso: a fronte di ambientazioni angoscianti infatti, saranno davvero pochi i momenti in cui il giocatore "salterà dalla sedia", complice anche la mancanza di un adeguato accompagnamento musicale durante alcune scene più concitate. 

Ciò su cui i ragazzi dei Monolith si sono concentrati davvero è però il gamelplay, che si fonda sostanzialmente sull'arsenale su cui metteremo mano. Dal momento che gran parte del nostro viaggio si protrarrà in vicoli e palazzi abbandonati, le armi che potremo utilizzare saranno quasi sempre oggetti come tubi, mazze e anche altri più particolari come palle da bowling e quant'altro. In mancanza di queste potremo sempre far ricorso ai poderosi pugni di Ethan. Si comprende pertanto come la componente corpo a corpo copra la quasi totalità degli scontri, mentre le armi da fuoco verranno elargite con modicità. Per questo motivo è stata riposta una grande cura per quanto concerne i combattimenti: tramite la pressione dei tasti dorsali potremo sferrare colpi con la mano destra o sinistra, mentre premendoli entrambi potremo parare gli attacchi, mentre la levetta analogica servirà a calciare i nemici. Da qui prendono vita numerosi attacchi combo che, se concatenati, riempiranno una barra. Una volta riempita questa, Ethan sarà in grado di colpire il suo nemico con un colpo devastante che nella maggior parte dei casi porterà alla sconfitta dell'avversario. 
Il sistema di combattimento si rivela quindi molto profondo, e richiederà dedizione per essere padroneggiato al meglio, dal momento che i nemici, di qualunque natura essi siano, saranno spesso in superiorità numerica.

 

Ispettore Thomas


Alla natura action di Condemned 2 si lega quella investigativa. In alcune occasione Ethan si troverà infatti ad indagare su alcune scene del crimine, e al giocatore verrà dato il compito di comprendere, ad esempio, in che modo sia stata uccisa la vittima oppure se sia stata trasportata da un altro luogo ecc. Per fare ciò avremo a nostra disposizione oggetti quali una fotocamera,  uno strumento a raggi UV e uno spettrometro. Completata la nostra indagine dovremo rispondere a dei quesiti come "a quando risale il momento del decesso?"; in base alla risposta riceveremo un punteggio che andrà a migliorare le statistiche finali del livello che stiamo giocando. 
Oltre che a rivelarsi un buon modo per variare il gameplay, le investigazioni sono di fatto un mini gioco a sé stanti, ben realizzate e molto piacevoli. Sfortunatamente i momenti in cui ci verrà chiesto di svelare il volto da detective di Ethan non saranno molti, e ciò non può che lasciare il giocatore un po' con l'amaro in bocca.

 

Un'occhiata sui bassifondi 

 

La realizzazione grafica di Condemned 2 è, al pari del gameplay, di grande livello: le ambientazioni sono curate in ogni aspetto, nonché molto varie. Gli effetti di luce e, soprattutto, ombre sono poi una vera gioia per gli occhi.

Dall'altro lato, la componente sonora è stata sufficientemente curata, nonostante alcuni problemi.  Se il doppiaggio in inglese e i rumori ambientali sono decisamente ottimi infatti, d'altro canto la già segnalata mancanza di sottofondo musicale in certe sequenze e in generale un'OST di gioco non indimenticabile sono elementi che penalizzano in complesso il comparto audio.
Resta il fatto che vagare nei meandri di alcune strade deserte e sentire rumori ogni dove è comunque una esperienza angosciante.

 

Qualche difettuccio "condanna" l'avventura dell'agente Thomas


A fronte delle lodi precedenti, qualche difetto va segnalato: innanzitutto, per chiunque cerchi una avventura dai forti tratti horror, sappia già che il titolo non è in grado di spaventare come altri titoli del genere, presentando comunque una forte dose di violenza che si accompagna ad ambientazioni cupe e malsane come se ne vedono in pochi altri giochi oggigiorno; secondariamente, il sistema di checkpoint viene penalizzato da una gestione non sempre adeguata e da un brusco calo di frame rate che si verifica durante i salvataggi.

Nel complesso Condemned 2 viene quindi penalizzato da questi elementi e da quelli precedentemente citati in maniera non gravosa, ma comunque non indifferente.

 

Orrore in compagnia


Alla corposa modalità single player i Monolith aggiungono anche l'ormai immancabile multiplayer. Nonostante la varietà di modalità si discosti dai canoni classici, il risultato non è sufficiente, rivelandosi solo un mero sistema per allungare le ore di gioco.

Una componente comunque non necessaria, dal momento che il single player vanta una longevità in ogni caso piuttosto buona.

 

Un violento viaggio con lieto fine?


Condemned 2 è un buon gioco quindi? Sì, e anche di più.
Una trama interessante, un gameplay profondo e un comparto grafico di livello rendono questo titolo una piccola perla da provare assolutamente. I difetti che gravano sul titolo gli impediscono di raggiungere il grado di "capolavoro", ma ciò non toglie che la cura riposta sull'avventura di Ethan sia chiara ed evidente sin dai primi minuti di gioco. 

La bontà del titolo non può quindi che essere lodata sia per il divertimento che regala, sia per la volontà di sperimentare ed innovare un genere che si sta via via sempre più cristallizzando.

 

PRO

  • Sistema di combattimento ottimo
  • Trama e ambientazioni di grande livello
  • Graficamente ottimo
  • Buon doppiaggio e ottimi effetti sonori
CONTRO
  • Il multiplayer è assolutamente inutile
  • Colonna sonora non eccelsa
  • Qualche problema coi checkpoint
  • Non fa paura
GRAFICA: 9
SONORO: 8
DIVERTIMENTO: 8,8
LONGEVITA': 8

TOTALE: 8,5 

Condemned 2 - knight

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Volevo condividere alcune considerazioni personali su un gioco che ho completato recentemente. Dopo Caterina ho perso ogni stimolo a parlare di un qualche titolo in maniera normale, non ha senso, bisogna giocare, quindi spero di non annoiare con questo semplice insieme di concetti anche slegati, non organico. Lo scenario videoludico è ultimamente molto legato, fino ad esserne compromesso, all’attuale crisi, non solo economica, ma anche culturale. I videogiocatori sono parte della società, e sono in crisi con essa. Sono stanchi, monotoni, vogliono sempre le stesse cose, vogliono un eterno ritorno dell’identico con semplicemente un potenziamento grafico qua, un potenziamento del servizio online là. Chi propone qualche cosa di diverso è sempre in torto, è sempre accusato di tradimento, di niubbizzazione. Il compiacimento è solo nel riproporre una versione un po’ aumentata, potenziata, di ciò che si ha già e che si conosce già bene. Prendete un orologio. L’orologio rappresenta un ciclo dell’eterno ritorno, un loop intero. Ora, modifichiamo i fatti che accadono al decimo minuto. Ovviamente sarà potenzialmente diverso quello che accadrà dopo questo decimo minuto. Sarà però diverso anche quello che accadrà prima, perché se torno indietro nel tempo, in realtà non torno indietro di cinque minuti, ma vado avanti di 55. Mi troverò così indietro di cinque minuti, ma in un loop successivo, che ha risentito dei cambiamenti che ho fatto al decimo minuto di prima. In sostanza, sono tornato indietro nel tempo, anche se in realtà sono andato avanti. In sostanza questo è il pensiero ottimista, descritto squisitamente da filosofi come Hegel: il giro futuro è migliore perché è la sintesi, e mantiene ciò che di buono c’era prima, mentre ha superato il male. Ed è così che invece di infiniti giri, loops, sempre sullo stesso livello, ogni giro è in realtà sopraelevato a quello precedente, formando un’elica.

Tale è la filosofia che pare abbia adottato la Square-Enix con Final Fantasy XIII-2. L’andare avanti nella trama e le azioni dei protagonisti migliora sia futuro sia il passato, e le azioni che tenderebbero a peggiorare futuro e/o passato si possono migliorare nella sintesi successiva, con un’altra azione che superi l’antitesi e risolva il problema.

 

Ad essere sinceri trovo abbastanza irritante l’atteggiamento di gran parte dei videogiocatori. Siamo tutti d’accordo nel definire il videogioco una forma d’arte, così come pittura, musica, teatro, letteratura e cinema, e come queste altre forme d’arte, risente della società, della filosofia degli artisti, delle loro idee, del periodo storico. Tuttavia, quando è ora di smettere di parlarne e iniziare, invece, ad agire coerentemente con questa idea, il videogiocatore si perde in se stesso e continua a trattare il videogioco come un semplice passatempo per bambini. Spende mille parole, in infiniti dibattiti, su quanti poligoni, frame, scalettature, su come si salta, come si potenzia un personaggio, su quale sia la missioncina utile, perdendo totalmente di vista l’esistenza stessa di tutti quegli aspetti, davvero importanti, che rendono davvero un videogioco una forma d’arte anche superiore a quelle sopracitate.

Perchè superiore? Molto semplice. Noi umani abbiamo 5 sensi (falso, ma diciamo che va bene) ed essi non sono divisi, a se stanti: sono tutti integrabili ed integrati grazie al cervello, così che una musica non sia godibile solo come tale, ma anche relativamente ad un’immagine, per esempio. Questo è l’esempio del cinema. Il videogioco va ancora oltre e ad udito e vista aggiunge il tatto. Tripla sinestesia.

Ora, ci sono sviluppatori, poco sapienti, che sviluppano un gioco sbagliando, non fondendo i sensi, ma mettendo insieme poligoni e numeri, anche bene tecnicamente, ci mancherebbe, ma nel loro prodotto, seppur perfetto come sola realizzazione, mancherà sicuramente qualcosa. Altri sviluppatori, invece, non sviluppano, ma creano, e creano idee, sinestesie, messaggi. In FFXIII-2 abbiamo, a mio avviso, una delle migliori sinestesie mai realizzate. La musica, l’immagine, la telecamera e le azioni del giocatore possono essere fusi, sommati, anche se appartengono a sensi apparentemente scissi. Il giocatore non è sicuramente uno sceneggiatore, visto che la storia è sostanzialmente unica (eccetto qualche finale totalmente accessorio), ma è più che altro regista. Così si potrà, durante una battaglia, usare a ritmo di musica un’abilità speciale dei personaggi, un QTE, finendo per creare qualcosa di bello, così come accade nei giochi sinestesici per eccellenza, come Lumines o Child of Eden (giochi con cui nessuno ha mai paragonato FFXIII-2, dimostrando diffusa e grande ignoranza). Final Fantasy XIII-2 non è sostanza formale, ma forma sostanziale.

Gli esempi sono davvero decine, non solo durante le battaglie. Di fatto ogni dungeon e qualsiasi normale ambientazione è completamente fusa con la sua tracklist, che quasi riesce a far capire il contesto estetico e fattuale prima ancora di vedere il luogo dove in effetti si svolgono gli eventi. Sinestesia dunque, e mai monotona. Non mancano fasi di epicità (i primi 23 minuti di gioco sono incredibili), momenti di stacco e di pausa-merenda (missioni secondarie e riserva di Sunleth), drammaticità e semplice demenza giapponese alla Katamari. Non si contano le citazioni con gli altri Final Fantasy, presenti già dal primo filmato di gioco. Si potrebbero spendere, poi, tante parole su tutti gli aspetti più “classici” di questo lavoro, come la trama, intricata e inizialmente leggera, molto JPOP, poi sempre più profonda; la gestione della squadra e dei cento e oltre mostri da catturare; i minigiochi e il battle-system, ereditato da FFXIII ma migliorato e reso più veloce, nonchè divertente grazie alle sovracitate creature e alle loro abilità speciali. Sono cose che si possono leggere tranquillamente in ogni recensione, nozioni ormai conosciute: è sufficiente, al limite, guardarsi un video di gameplay o qualsiasi trailer (ne sono usciti a centinaia).

 

Tutte queste belle parole, lustrini, speranze e la desiderata sintesi si scontrano, però, inevitabilmente con la morte di Dio. Morte di Dio che avviene, ovviamente, per mano umana. Noi l’abbiamo ucciso. Fatto drammatico ma reale, apre a tutti i personaggi, nonché al giocatore, gli occhi sulla realtà del mondo: non c’è l’elica, non c’è alcun miglioramento del futuro o del passato. La morte di Dio arriva e congiunge l’inizio dell’apparente elica di Hegel con la fine, generando un immenso, infinito e irrisolvibile loop dell’identico, l’eterno ritorno. La verità è estremamente pessimistica e non lascia spazio a miglioramenti, il filosofo idealista ha torto. Final Fantasy XIII-2 è un’opera profondamente Nietzschiana, che ci rispecchia e rappresenta.

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Quindi se non vi piace ffxiii-2 siete poveri di spirito, ignoranti e possibilmente stupidi.

Rif.: " L' Angolo del Recensore " - Aperto a tutti, Nerd specialmente.

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