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Riferimento: AC MILAN Fun Club

Cura Inzaghi-Kakà Il Milan espugna San Siro I rossoneri tornano alla vittoria al Meazza battendo il Cagliari 3-1. Ancelotti schiera Inzaghi al posto dell'infortunato Pato. Pippo si esalta con una doppietta. In gol anche il brasiliano. Di Conti la rete del Cagliari, ma che papera Kalac Per Pippo Inzaghi un ritorno con il botto; anzi, due. Ansa MILANO, 5 aprile 2008 - Sono tornati per risolvere i problemi del Milan: sempre loro, ancora loro. Kakà e Inzaghi irrompono a San Siro esibendo classe e furbizia, potenza e rapacità. Un gol per il brasiliano, una doppietta per Superpippo, per regolare un Cagliari caparbio che prima di vendere la pelle spaventa i rossoneri. Succede nella ripresa, dopo il primo tempo spettacolare del Milan, quando Kalac cicca su una punizione facile facile di Conti sul 2-0 e riapre la partita. Ma alla reazione veemente dei rossoblù, i rossoneri rispondono con carattere ed esperienza. Soprattutto con lo strepitoso gol di Inzaghi che non poteva chiedere di meglio al suo ritorno dopo un mese di assenza. C'è solo una nota stonata: l'ammonizione di Kaladze che, diffidato, salterà la Juve. Già senza Nesta, Ancelotti dovrà trovare nuove soluzioni in difesa. PATO K.O. - Un Milan spettacolare che i rossoblù contengono a fatica, grazia a una prova corale della formazione di Ancelotti che fa dimenticare i tracolli a San Siro del recente passato. Nel disegno del tecnico milanista c'è un 4-3-1-2, con Seedorf alle spalle di Kakà e Pippo, quest'ultimo gettato nella mischia all'ultimo momento per i problemi muscolari di Pato, dirottato in tribuna. Lo stesso schema utilizzato da Ballardini (squalificato), che propone però un ribaltone, rispetto alle previsioni della viglia. In difesa c'è Ferri al posto di Pisano, mentre in attacco Cossu si piazza alle spalle di Foggia e Matri. I sacrificati, un po' sorprendentemente, sono Jeda e Acquafresca. MAGIE DI KAKA' - Poco comprensibile la decisione del tecnico dei sardi che subiscono il Milan per tutto il primo tempo. E a San Siro si respira aria nuova. Spettacolo, finalmente, con le cavalcate morbide di Kakà, il dominio sulle fasce, il gioco di prima e il possesso palla. Al Cagliari molto compatto e chiuso, il Milan martellante propone pressing e palla bassa fino alla rete del vantaggio. Un dèjà-vu. Kakà si accentra verso il limite con la sua falcata inimitabile e scarica un potente destro angolato che si infila alla sinistra di Storari. Il gioiello di Ricardo esalta i rossoneri che aspettano il Cagliari, ma lo impallinano in contropiede, sfiorando più volte il gol. Fino al raddoppio firmato da Inzaghi: deviazione di testa doc imparabile. E potrebbero essere tre, se Storari non si esaltasse deviando in angolo. Insomma, un Milan scintillante che sa dare profondità alla sua manovra, senza concedere nulla all'avversario, grazie alla propulsione di Ambrosini e l'intelligenza di Pirlo. PAPERE - Limiti che obbligano la panchina del Cagliari a cambiare. Nella ripresa subito dentro Parola e Jeda, fuori Fini e Cossu. Mossa efficace perché regala più compattezza e brio ai sardi. Il Milan cerca di far valere la sua tecnica, ma va a scontrarsi con la praticità dei rossoblù che con Jeda sembrano avere fatto il pieno di benzina. Arriva così la rete di Conti. Oddio, non certo per una prodezza del centrocampista rossoblù. La punizione del cagliaritano è infatti un rasoterra di ordinaria amministrazione che Kalac blocca ma poi si lascia sfuggire: una papera grave, insomma, e 2-1. E' un "gollonzo" che manda in tilt il Milan e carica i ragazzi di Ballardini che sfiorano la rete prima con Foggia, poi con Matri (bella rivesciata). Semplice la ricettta: baricentro più alto e pressing sui portatori di palla. PIPPO INFINITO - Il Milan, in affanno e un po' spaventato, ricuce lo strappo, ma perde Favalli. Lo rileva Cafu che si posiziona a destra, mentre *****a va a occupare la fascia opposta. E con un Cagliari intraprendente e un Milan che perde pezzi, la partita rischia di prendere una piega che non ti aspetti. Anche perché una botta a un ginocchio obbliga Ancelotti a sostituire Gattuso con Brocchi. Poco prima dello splendido raddoppio di Inzaghi. Brocchi lo innesca con un lancio calibrato. L'attaccante evita Storari, scivola, si coordina e da distanza angolata infila fra due avversari: un capolavoro. Come la parata di Storari sul tocco morbido di Kakà: la firma del brasiliano su una prestazione superlativa. Il Milan espugna San Siro; il quarto posto non è poi così un miraggio.
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Riferimento: AC MILAN Fun Club

dai che abbiamo fatto una partita da squadra da primo posto. forza ragazzi nn mollate che andiamo in champions
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Rif.: Riferimento: AC MILAN Fun Club

Juve-Milan, che spettacolo
Decide Salihamidzic: è 3-2


All'Olimpico, apre le marcature Del Piero, poi una doppietta di
Inzaghi porta in vantaggio la squadra di Ancelotti. Il bosniaco
pareggia poco prima dell'intervallo e va ancora in gol nella ripresa,
dopo l'espulsione di Bonera che cambia la partita

Kalac osserva il pallone calciato da Del Piero: la Juve va sull'1-0, ma ci saranno altri gol. Ansa
Kalac osserva il pallone calciato da Del Piero: la Juve va sull'1-0, ma ci saranno altri gol. Ansa



TORINO, 12 aprile 2008 - L'uomo che non ti aspetti.
Hasan Salihamidzic, o se preferite "Brazzo", indovina la sua prima
doppietta in serie A nella gara più importante, lo scontro diretto col
Milan, che avvicina i bianconeri alla prossima Champions League.
All'Olimpico finisce 3-2, per effetto anche dei gol di Del Piero e
Inzaghi. Niente a che vedere con lo 0-0 di San Siro, il 1° dicembre
scorso, quando la squadra di Ranieri e quella di Ancelotti si
preoccuparono essenzialmente di non farsi male.


GOL E SPETTACOLO - La sfida tra
la miglior difesa casalinga (Juve, 7 gol subiti all'Olimpico) e il
miglior attacco in trasferta (Milan, 28 gol lontano da San Siro) viene
vinta nettamente dalle punte rossonere. Anzi, "dalla punta" rossonera:
nel primo tempo, infatti, entrambe le reti del Milan portano la firma
di Inzaghi, il grande "ex" della partita. Pippo aggiusta la mira al 13'
sfiorando il palo, prima di correggere in porta un grande spunto di
**bleep**à, un minuto più tardi. La doppietta arriva appena dopo la mezz'ora:
è un altro gol comodo, un appoggio sul passaggio smarcante di Bonera
che aveva duettato alla grande con Ambrosini. Il problema, per il
Milan, è che gli attaccanti juventini non stanno a guardare: sono i
bianconeri a passare in vantaggio per primi col preciso diagonale di un
Del Piero straripante, ben servito da Camoranesi. E dopo il secondo
acuto di Inzaghi, un istante prima dell'intervallo, c'è tempo per il
2-2 di Salihamidzic, pronto a correggere in porta una zuccata di
Trezeguet respinta da Kalac.


DIFESE IN CRISI - Gloria per
gli attacchi, disperazione per le difese: il Milan non ha la coppia
centrale Nesta-Kaladze, fermata dal giudice sportivo, e viene tradito
inaspettatamente da Maldini, che sul gol del 2-2 si addormenta
facendosi rubare palla da Camoranesi. Non che Favalli e Simic facciano
meglio in occasione del gol di Del Piero, per la verità. Dall'altra
parte, Ranieri decide di alzare il più possibile la linea difensiva, ma
paga dazio ogni volta che i rossoneri riescono ad allargare il gioco
sulle fasce. Grygera e Molinaro vanno ripetutamente in crisi, Chiellini
è saltato netto da **bleep**à al momento del gol dell'1-1 e Legrottaglie fa
quel che può, accorgendosi che la diga non tiene, finché un contrasto
con **bleep**à lo costringe a lasciare il posto a Stendardo. Ne beneficia lo
spettacolo: gli errori non alzano certo la qualità delle partita, ma
favoriscono il proliferare dei gol e delle emozioni.


A TUTTO BRAZZO - La ripresa è
intensa come il primo tempo, anche se le squadre provano a stare un po'
più attente in fase di copertura. La Juve spinge di più e Grygera cerca
di farsi perdonare le incertezze difensive con una bordata da lontano,
su cui Kalac compie un super intervento. Poi, al 21', l'episodio che
cambia il volto alla gara, almeno per le fasi finali: Bonera, fino a
quel momento tra i migliori in campo, entra in maniera sconsiderata su
Sissoko. Rosso diretto, il maliano accusa il colpo ma si rialza un paio
di minuti più tardi, osannato dall'Olimpico. La Juve prova l'assalto
finale, non sembra lucidissima, ma a dieci minuti dalla fine Rocchi le
accorda una punizione per un fallo (quanto meno dubbio) di Maldini su
Grygera. E il Milan mostra il solito tallone d'Achille, ovvero le palle
ferme: calcia Camoranesi, incorna Salihamidzic ed è doppietta per
"Brazzo". Con un uomo in meno, i rossoneri non hanno la forza di
ragire: ci provano con generosità, ma neanche l'ingresso di Gilardino e
Brocchi cambia nulla. Finisce 3-2 e la Juve ha un piede e mezzo nella
Champions League 2008-09. Il Milan, per restare in corsa, dovrà sperare
che Fiorentina, Udinese e Sampdoria non facciano troppi punti domani.

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Rif.: Riferimento: AC MILAN Fun Club

"Ronaldinho al Milan"
E l'Inter si butta su Drogba


Il fratello del brasiliano conferma: "Accordo tra club e
giocatore". Quadriennale da 8 milioni di euro l'anno. Giro di punte per
portare l'ivoriano in casa nerazzurra

Didier Drogba, 30 anni, alla quarta stagione con la maglia del Chelsea. Reuters
Didier Drogba, 30 anni, alla quarta stagione con la maglia del Chelsea. Reuters

MILANO, 12 aprile 2008 - "In linea di principio
Ronaldinho e il Milan sono d’accordo". L’annuncio è di Roberto de
Assis, il fratello-agente del campione brasiliano, al termine del
pranzo di lavoro con Adriano Galliani. Dalle luci notturne di Giannino
al ristorante toscano vicino alla sede del Milan. Il procuratore di
Porto Alegre in poche ore ha ottenuto le rassicurazioni che aspettava.
Il Milan è pronto a garantirgli un contratto sino al 2012 da 8 milioni
di euro netti all’anno. Vanno definite solo alcune clausole, ma il più
è fatto. Tanto che il vice-presidente rossonero conferma: "C’è
un’intesa di massima con il giocatore. Ora va raggiunta quella con il
Barcellona. Tempo al tempo".


INTER - Si apre così
un’autostrada per l’Inter che da mesi ormai bracca un altro grande
obiettivo del prossimo mercato: Didier Drogba, panzer ivoriano del
Chelsea. Mentre il Milan si dedica all’affare Ronaldinho e gestisce il
ritorno a casa di Andriy Shevchenko, in casa nerazzurra seguono con
grande attenzione le mosse del manager del centravanti che ha ormai
detto in tutte le lingue che vorrebbe trasferirsi a Milano. A prima
vista il club di Abramovich non può restare con i soli Anelka e Kalou.
Quindi la cessione di Drogba non appare semplice. Ma a Londra
l’ivoriano potrebbe presto diventare un peso, così come Ronaldinho è
diventato un peso a Barcellona. Quindi la strategia nerazzurra è quella
di tenere in caldo il giocatore prima di uscire allo scoperto con il
Chelsea.
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Rif.: Riferimento: AC MILAN Fun Club

Seedorf avvisa Ronaldinho
"E' un campione, ma il 10 è mio"


Il centrocampista a proposito di un eventuale arrivo del
brasiliano, avverte: "Non chieda la mia maglia". Sul Milan fa
autocritica, ma sostiene anche che i fischietti con i loro errori
avrebbero penalizzato la marcia rossonera almeno in 10 occasioni

Ronaldinho e Clarence Seedorf. Ap
Ronaldinho e Clarence Seedorf. Ap

MILANO, 14 aprile 2008 - Clarence Seedorf non è certo un
tipo che le manda a dire. A Ronaldinho compreso. "Se arriva al Milan
sono contento, è un altro grande campione. È il benvenuto", dichiara
l'orange a proposito di un eventuale approdo del fenomeno del
Barcellona. Ma allo stesso tempo lo avvisa così: non chieda la maglia
numero 10.


GERARCHIE - "Quando sono
arrivato al Milan dall'Inter, dove avevo il 10, non l'ho fatto perché
era sulle spalle di Rui Costa - spiega Seedorf -. Poi quando Rui è
andato via, allora ho chiesto di poterlo avere, d'altronde il 10 è
sempre stato il mio numero preferito. Credo che questo modo di fare
possa valere per tutti". Per il resto l'arrivo di Dinho è un bene, una
di quelle cose "che possono restituire entusiasmo all'ambiente". Ma
bastasse Ronaldinho. In questo senso Seedorf è chiaro: "L'allenatore e
la società sanno quello che serve, si tratta di trovare giocatori che
possano fare la differenza. Io in questi discorsi non entro, spero solo
che la società faccia quello di cui c'è bisogno".


ARBITRI - Sì, il coraggio non è
mai mancato a Clarence; anche quando si tratta di puntare il dito
indice contro gli arbitri. L'accusa è chiara: i fischietti sbagliano
troppo. L'olandese rivede il film della stagione rossonera e, oltre a
una buona dose di autocritica, non può fare a meno di mettere nella
lista anche gli errori arbitrali.


10 PARTITE - "Non amo parlare
degli arbitri - sottolinea Seedorf -, anche perché discutere con loro è
difficile, ti dicono: 'Ho visto così e decido io'. Anche sabato però ci
sono stati episodi che hanno condizionato la partita. Loro devono
applicare un regolamento che interpretano come vogliono". Poi entra
nello specifico: "Quest'anno il Milan ha subito troppi errori da parte
degli arbitri e questo ha condizionato tanto la stagione. Tre o quattro
errori vanno bene, ma ci sono state almeno dieci partite con errori
arbitrali abbastanza gravi".


IL 4° POSTO - Archiviata la
questione arbitrale, Seedorf parla poi del momento rossonero no del
Milan, anche se non nasconde il suo ottimismo. "Noi ci abbiamo messo
del nostro, ma visti i risultati di ieri ce la possiamo ancora fare. I
risultati di ieri ci fanno sperare e arrabbiare allo stesso tempo.
Sperare perché sono risultati buoni, ma arrabbiare perché è un'altra
opportunità persa per avvicinarci al quarto posto per la quarta volta
in un mese e mezzo".


GOL SUBITI - Infine un'analisi
sulla tenuta della squadra. E Seedorf ancora una volta è obiettivo:
"Contro la Juve il primo tempo è stato totalmente del Milan, ma
nonostante questo abbiamo subito due gol e questo ci deve far
riflettere".
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Rif.: Riferimento: AC MILAN Fun Club

Ciclone K.A.K.à sulla Reggina

Il Milan travolge i calabresi 5-1: tripletta del Pallone d'oro, poi
i gol di Inzaghi e di Pato, subentrato a Seedorf. Di Barreto il gol
degli amaranto

**bleep**à, 25 anni, 14 gol in campionato. Ansa
k.a.k.à, 25 anni, 14 gol in campionato. Ansa



MILANO, 20 aprile 12008 - k.a.k.à si abbatte sulla Reggina.
Un ciclone incontenbile, impreziosito da una tripletta. Il Pallone
d'oro regala una prestazione superlativa con percussioni devastanti e
quasi sempre decisive. Trasforma i due rigori (ineccepibili) assegnati
da Farina, poi batte Campagnolo con un diagonale geometrico, dopo il
bel gol di Barreto. Poi entra Pato e la samba dilaga. Il ragazzino
colpisce il palo che propizia la rete di Inzaghi e poi si concede il
gol di testa sull'assist di Gourcuff. Tre punti per mantenere vive le
speranze; compreso quella di un crollo improvviso della Fiorentina
maritatamente a +4.


ESPERIENZA - Per vincere la
prima delle cinque partite che mancano da qui fino alla fine del
campionato, il Milan si affida all'inossidabile 4-3-2-1, con il tandem
k.a.k.à-Seedorf alle spalle di Inzaghi. Senza Bonera e Maldini, Ancelotti
rilancia Cafu e Favalli esterni in difesa e al posto di Ambrosini
affida a Brocchi la fascia sinistra del centrocampo. Orlandi non ha
Lanzaro e lancia Valdez, mentre schiera una difesa a quattro con
Modesto arretrato, ma con la libertà di spingere sul corrridoio.


FESTIVAL KAKA' - Il Milan
recita bene il suo ruolo nelle prima mezzora del primo tempo. k.a.k.à è
straordinarioo, quasi incontenbile. Tutta la squadra vive sulle sue
invenzioni, sulle sue devastanti percussioni. Quelle che gli permettono
di ottenere il primo dei due rigori assegnati da Farina. Ineccepibile
la decisione dell'arbitro, perché il fallo di Cirillo sul brasiliano è
netto. k.a.k.à alza la mira e infila alla destra di Campagnolo. Bravo il
portiere della Reggina che almeno in tre occasione diventa decisivo.

Alla Reggina va dato il merito di non fare barricate. La
squadra di Orlandi gioca a memoria e sfrutta la sua abilità nei cambi
di gioco. A mancare semmai, sono la precisione e un pizzico di
cattiveria in più nella fase conclusiva. Il Milan dà spettacolo.
Straordinaria l'intesa tra k.a.k.à e Seedorf che comunicano a occhi
chiusi. Come al 34', quando l'olandese penetra in area e subisce il
fallo del secondo rigore, questa volta trasformato da **bleep**à con un
rasoterra alla sinistra di Campagnolo. La partita parrebbe blindata.
Invece la Reggina estrae dal cilindro il gol da favola di Barreto:
bolide dalla distanza che si insacca nel sette. Rete meritata, ancora
una volta servita su un vassoio d'argento dalla superficialità dei
rossoneri, nel consueto blackout difensivo.


EFFETTO PATO - La ripresa
ricalca perfettamenti i temi della prima frazione di gioco, con
frequenti cambi di campo che hanno il pregio di non addormentare la
gara. k.a.k.à è sempre il più ispirato: assoluto protagonista con
percussioni irresistibili. Al 3' Barreto abbandona e lascia a Missiroli
per una contusione al ginocchio destro, ma il cambio non penalizza gli
amaranto che giocano a tutto campo a caccia del pari. Ma è una di
quelle giornate in cui k.a.k.à non concede nulla e sbaglia poco. Come il
diagonale millimetrico con cui batte per la terza volta Campagnolo. A
questo punto Ancelotti inserisce Pato per Seedorf e con le due punte la
Reggina, già sbilanciata, si apre in due. Pato regala subito numeri da
fenomeno. Dopo un magico stop colpisce il palo e sulla ribattuta
Inzaghi firma il poker. Poi dopo una serie di finte rifornisce ancora
l'insaziabile Pippo che però calibra male la girata. Infine la rete di
Pato sull'assist di Gourcuff: la firma su una prestazione finalmente da
applausi.
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Rif.: Riferimento: AC MILAN Fun Club

Il MILAN corsaro a LIVORNO.....

Tripletta dell'IMMENSO SuperPippo!

 

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Rif.: Riferimento: AC MILAN Fun Club

[ Modificato ]

Inzaghi colpisce ancora
 
Milan a -2 dalla Fiorentina


Il Milan vince di potenza a Livorno 4-1, con tre gol del suo
attaccante e una rete di Seedorf. Di Knezevic quella amaranto. A
completare la festa ci pensa la Samp che pareggia e Firenze e permette
ai rossoneri di dimezzare lo svantaggio dai viola

Filippo Inzaghi, con la tripletta di oggi 9 gol in campionato. Afp
Filippo Inzaghi, con la tripletta di oggi 9 gol in campionato. Afp



LIVORNO, 27 aprile 2008 - In tutti i modi: di rapina, di
istinto. Da consumato avvoltoio dell'area di rigore, sempre al posto
giusto, al momento giusto. Filippo Inzaghi, dopo due doppiette si
regala una tripletta spettacolare, quasi volesse da solo trascinare il
Milan in Champions League. Una festa completata dal pareggio in
exetremis della Sampdoria con la Fiorentina che permette ai rossoneri
di dimezzare lo svantaggio dei viola e di allungare sui blucerchiati a
tre giornate dal termine. A disegnare il 4-1 è anche Seedorf, mentre
tocca a Knezevic segnare il gol della bandiera per gli amaranto.


CAMOLESE SI CHIUDE - Al
crocevia di Livorno, molto più drammatico per i toscani a un passo
dalla B, Carlo Ancelotti non modifica i suoi piani che prevedono
l'aggancio alla Fiorentina: il consueto 4-3-2-1 con *****à e Seedorf alle
spalle di Inzaghi e Bonera e Favalli esterni in difesa. Giancarlo
Camolese tenta la mossa disperata del 5-3-1-1: squadra compatta che non
deve regalare spazi alla genialità del Milan. Cinque difensori pronti
ad avanzare di qualche metro per dare manforte al centrocampo, con
Diamanti arretrato rispetto a Tavano.


MILAN PADRONE - Ma il Livorno
impatta immediatamente con un Milan attento e concentrato, che non si
perde in inutili preamboli e bada al sodo, con il chiaro intento di
chiudere subito la partita. E' evidente il divario tecnico in campo,
come è lampante il dominio negli ultimi trenta metri dove i rossoneri
mettono in fila i pregi che gli hanno permesso di dominare l'Europa. Il
filo conduttore è sempre lo stesso: Pirlo, Seedorf, *****à e Inzaghi.
Attorno al loro marcature feroci e raddoppi costanti. Ma tanta è la
classe che non è un'impresa colossale aggirare l'ostacolo con le
penetrazioni sulle fasce di Bonera e Favalli.


UNO...- Poi il solito Inzaghi,
che si fa trovare pronto dopo un fraseggio tutto di prima tra Pirlo,
Seedorf e *****à, ma con un'evidente posizione di fuorigioco di Pippo che
Morganti non vede. La reazione del Livorno è timida e poco convincente.
Impensabile pensare di gabbare Nesta e Kaladze con lanci lunghi per
Tavano, troppo solo per impensierire la retroguardia rossonera. Il
Milan va al riposo con un vantaggio meritato e all'inizio della ripresa
lo consolida, schiacciando letteralmente il Livorno nella sua
trequarti.


...DUE E TRE - Il raddoppio
arriva al 7' su una discesa di Bonera che pennella in area per Inzaghi.
Superpippo è straordinario a sbucare con la sua magica testa e trovare
l'ultimo angolo alla destra di De Lucia, per il raddoppio. Camolese,
esterefatto, toglie Tavano e Antonio Filippini per Tristan e De Vezze.
Ma alla voce freschezza e potenza atletica ricercata da Camolese,
bisogna leggere anche Filippo Inzaghi, che completa il suo artistico
trittico, deviando ancora di testa l'assist di Pirlo.


GASTALDELLO - Arriva anche il
poker di Seedorf, di potenza: una saetta sotto la traversa. E la rete
del Livorno, trovata da Knezevic con una deviazione in tuffo di testa.
Il Milan, che ha sostituito Gattuso, Favalli e Nesta, si limita a
tenere palla, anche perché il Livorno non ci crede più. Mentre i
rossoneri gongolano quando Gastaldello agguanta i viola in pieno
recupero. La Champions ora è più vicina.
Messaggio modificato da bobtomas su 29-04-2008 09:39 PM
Messaggio modificato da bobtomas su 29-04-2008 09:40 PM
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Rif.: Riferimento: AC MILAN Fun Club

Al Milan derby e 4° posto
Inter: la Roma ora è a -3


I rossoneri dominano nel primo tempo e passano nella ripresa:
assist di k.a.k.à per Inzaghi che sigla l'1-0. Poi il raddoppio del
brasiliano. I nerazzurri reagiscono troppo tardi e vanno in gol con
Cruz su punizione. Fiorentina scavalcata. Alla squadra di Mancini basta
battere domenica il Siena già salvo per vincere il tricolore

*****à e Inzaghi fuori di testa: il derby lo hanno vinto loro. Reuters
K.a.k.à e Inzaghi fuori di testa: il derby lo hanno vinto loro. Reuters



MILANO, 4 maggio 2008 - Lo avevano già ribattezzato lo
scudetto della fatica, e forse è per questo che l’Inter continua a
complicarsi la vita. A due anni e 18 giorni dall’ultima vittoria, il
Milan riconquista il derby e fa un passo decisivo nella corsa al quarto
posto battendo i nerazzurri 2-1. Di Inzaghi, k.a.k.à e Cruz le reti, tutte
nella ripresa. Un successo nel nome di Filippo Inzaghi: quando segna
all’Inter, il Diavolo vince sempre (è la quarta volta che accade).


BLOCCATA - Il primo scambio è
quello tra le curve: da una parte l’ineluttabilità delle cose: "Oggi
puoi dire quello che ti pare ma il tuo incubo si sta per realizzare";
dall’altra un motto da autentico guastafeste: "Anche nell’anno del
centenario... sempre il solito scenario". Quelli successivi sono
all’insegna della tensione. Non c’è spazio per lo spettacolo in una
partita del genere, e forse è proprio questo presagio che porta Mancini
a scegliere due prime punte lasciando fuori Balotelli, con Maniche al
posto di Stankovic. Curiosamente, nel giorno più importante, il tecnico
nerazzurro concede una chance ai due "panchinari" di lungo corso
(Crespo e Maniche per l’infortunato Stankovic), filosofia opposta a
quella di Ancelotti, che non cambia una virgola rispetto alle
previsioni e si affida ai suoi veterani.


DUE VOLTE PIPPO - L’atmosfera è
condizionata dalla superiorità del tifo rossonero, che esplode per un
calcio d’angolo come per un gol. Ma non manca il fair play come
dimostra Crespo, che ammette davanti a Rosetti di non meritare il
corner ingiustamente assegnato. E’ comunque il Milan a scrivere la
partita, attaccando Chivu con Bonera e palleggiando meglio degli
avversari. Fino alla prima occasione di Inzaghi però, Julio Cesar resta
buono nel suo fortino. Il portiere brasiliano ha il merito di restare
in piedi sul tiro di Pippo, che pecca d’istinto a 3 metri dalla porta.
L’altra grande opportunità del primo tempo milanista è ispirata da
Seedorf: apertura a destra per k.a.k.à, palla girata al volo per Inzaghi
che schiaccia troppo e sfiora il palo alla destra di Julio Cesar.


COLPO DOPPIO - Favalli esce per
infortunio lasciando il posto a Jankulovski alla fine del primo tempo.
Mancini non fa cambi, anche se Maicon zoppica e non sembra al 100%, del
resto il tecnico non può immaginare che razza di secondo tempo lo
aspetti. Vieira rischia l’autogol su traversone di Gattuso dopo due
minuti, poi Ambrosini gira di testa sul corner mancando la porta. Altri
quattro giri di lancetta ed ecco il gol che spacca in due il derby:
k.a.k.à scende sulla linea di fondo, trova quei due centimetri necessari
ad evitare Materazzi per il cross e centra il testone di Inzaghi,
appostato sul primo palo come un falco davanti a Rivas. L’Inter va in
tilt. L’ultima di due palle perse consecutive costano il 2-0 di k.a.k.à,
che ringrazia Vieira per il regalo e infila sul primo palo Julio Cesar.
E’ l’11’ del secondo tempo.


CRUZ RIAPRE -
Reazione Inter: tira Maniche, para Kalac; Crespo s’infila nel corridoio
giusto, para Kalac; diagonale di Maicon, para Kalac. Il Milan, e il suo
portiere australiano, danno l’impressione di tenere. Sarà un caso, sarà
che Mario ha un destino da uomo decisivo, il punto è che i nerazzurri
si rianimano solo quando Mancini si decide a cambiare qualcosa
inserendo Balotelli con 25 minuti da giocare. E’ Cruz ad accendere il
finale su punizione (Kalac colpevole). Poi dopo i canonici episodi da
moviola (abbraccio Bonera-Sauzo che Rosetti giudica a vantaggio del
Milan; caduta di Materazzi in area giudicata ininfluente) Pirlo divora
la palla del 3-1 facendosi stoppare da Julio Cesar. L’ultimo assalto
interista è di pura generosità. Pato perde un pallone di piombo a 20
secondi dalla fine del recupero. La punizione di Chivu finisce alle
stelle, come i sogni di della capolista, battuta sul piano del gioco
dal Milan. I punti sulla Roma diminuiscono del 50% a due giornate dalla
fine. Niente è perduto, ma un epilogo così era impensabile fino a
qualche settimana fa.
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Leccese69
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Rif.: Riferimento: AC MILAN Fun Club

complimenti..bella vittoria(meritatissima):smileywink:


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