in data 11-02-2008 09:24 AM
in data 12-02-2008 03:30 PM
Alberto Paloschi esulta dopo il gol al Siena. Reuters
MILANO, 10 febbraio 2008 - Da Viareggio a San Siro per la causa; per rianimare un reparto che deve fare a meno di Pato, Kakà e Gilardino. Si chiama Alberto Paloschi. Oggi il mondo è suo. Neanche fosse un film, il ragazzino, 18 anni appena fatti (è nato il 4 gennaio 1990), sostituisce Serginho al 62' e venti secondi dopo inventa un gol da favola che, tradotto, significa tre punti e Fiorentina ormai a portata di mano. Ma che fatica battere il Siena, sempre in partita e pericoloso anche quando deve fare a meno di Vergassola, espulso al 37' della ripresa. Da ricordare, e non è più una notizia, la parata di Kalac all'89': decisiva per lanciare sempre di più in orbita i rossoneri che mercoledì doveranno recuperare la gara interna con il Livorno.
INEDITO - Quasi fuori dalla righe. Senza Dida, Gattuso, Pato, Kakà e Seedorf. Rivoluzionato: un 4-4-2, schema tradizionale, per fronteggiare il Siena che è da prendere con le molle. Carlo Ancelotti se l'è studiata a tavolino la partita e alla fine ha optato per l'esperienza. Come l'idea di schierare Cafu alla destra della difesa, spalleggiato a sinistra da Jankulovski. A centrocampo Brocchi, Pirlo, Ambrosini e, chi si rivede, Serginho. Poi la strana coppia: Ronaldo e Inzaghi, alternative extra lusso. Ma Ronie e Pippo parlano lo stesso idioma: sguardo fisso verso la porta. Ma di fronte c'è un bel Siena. La squadra plasmata da Beretta parte in quarta e mette in affanno il Milan che fatica a prendere le misure. Spesso i toscani giocano con autorità affidandosi a pressing e organizzazione. Fulminante in fase offensiva, sempre metodica quando c'è da difendersi.
POCO RONALDO - Nel Milan, invece, la costante è la sovrapposizione fra Jankulovski e Serginho sulla fascia sinistra, di sicuro la nota più intrigante del primo tempo. I due si intendono a meraviglia e il brasiliano ne approfitta per scatenare il suo scatto per per poi servire palle in mezzo. Il Siena risponde e sfiora anche il gol con Frick che impegna Kalac. A dire il vero in rete ci va, ma l'arbitro Orsato annulla un gol di Locatelli per un fuorigioco millimetrico e molto dubbio. E le punte rossonere? Ronaldo sonnecchia; di tanto in tanto riapre gli occhi e spaventa il Siena, Inzaghi invece è attivo e voglioso, al punto da sfiorare tre volte la rete. Pippo, Serginho e Cafu sono i più ispirati, ma trovare varchi tra i bianconeri è difficile.
FRICK E IL PALO - Il punto i bianconeri se lo stanno conquistando con merito. Al Milan invece non può bastare. Così all'inizio della ripresa Ancelotti inserisce la verve di Seedorf, preferita all'immobilità di Ronaldo, mentre in difesa *****a rileva Nesta. Ma come nella prima frazione a convincere di più è sempre il Siena, abile in contropiede, in cui allinea meccanismi oleati, evidentemente provati nei test settimanali. Al 6' Locatelli si libera e serve a Frick che colpisce il palo; al 10' Maccarone arriva senza fiato al tiro, garziando Kalac con una botta centrale.
IL RAGAZZINO - Serve linfa, benzina, allegria, il furore di Kakà, la fantasia di Pirlo oggi in giornata no. Ancelotti deve constatare che Serginho è in riserva. Così al 17' lo sostituisce con Alberto Paloschi. Esordio da favola, perché 20 secondi dopo il 18enne infila Manninger con un diagonale chirurgico da fuori area. Il ragazzino gioca con autorità e si mette a disposizione della squadra, senza strafare. Intanto Beretta toglie Jarolim e Locatelli per Kharja e Forestieri perché ci crede. I bianconeri s*****ano un pressing aggressivo ed è Kalac a tenere in piedi la baracca con un paio di interventi decisivi. Ma in un contropiede del Milan il Siena perde Vergassola, punito con un severo cartellino rosso per avere fermato con un braccio la palla, con Inzaghi lanciato a rete. Anche in dieci, però, il Siena fa paura, e il Milan ancora una volta deve ringraziare Kalac che dice di no a Frick, già pronto a esultare.
Tratto dalla gazzetta dello sport
in data 16-02-2008 10:05 PM
in data 21-02-2008 12:36 PM
Il duello Kakà-Senderos: costante della sfida. Afp
LONDRA, 20 febbraio 2008 - Esperienza, carattere, solidità. Il Milan strappa lo 0-0 allArsenal nella prima sfida degli ottavi di Champions grazie alle qualità che gli hanno garantito lunga vita in Europa. Una piccola impresa considerato landamento della partita condotta dai Gunners, determinati, ma inconcludenti.
CON PATO La vera sorpresa rispetto alle attese è Pato. Il brasiliano aveva urlato di dolore la sera del 3 febbraio girando la caviglia a Firenze; a Londra, 17 giorni dopo, comincia da titolare la prima grande sfida di Champions della sua carriera bruciando Gilardino. Kalac è al suo posto, Oddo difende a destra. Wenger sposta le sue pedine: Eduardo e Hleb partono dietro ai 193 centimetri di Adebayor, con il bielorusso piazzato strategicamente in zona-Pirlo.
ALTA VELOCITA Tourè esce subito per infortunio (dentro Senderos). I Gunners portano il motore al massimo dei giri, restringono di pura agilità il campo. Adebayor viene contenuto a fatica nello scatto e sui cross di Sagna, e non si tira indietro se cè da rispondere ruvidamente alla guardia montata da Kaladze, costretto talvolta al tackle della disperazione. Viene da pensare che qualsiasi altra squadra verrebbe sovrastata dai primi 20 minuti di questi dannati in maglia biancorossa. Non è così per il vecchio Milan, che rintuzza e chiude desperienza, pungendo appena possibile Lehmann (testa di Maldini su azione dangolo).
NESTA K.O. Qualche sbavatura nel finale del primo tempo costa il brivido di vedere Flamini due volte in posizione di sparo grazie a uno slalom di Eboué (bravo Kalac) e a un errore di Pirlo. Lassetto del Milan cambia quando Nesta è costretto al cambio: Maldini affianca Kaladze, Jankulovski subentra sulla fascia sinistra, quella arroventata da Eboué. La pressione dei Gunners aumenta: Eboué manda allaria il lavoro perfetto di Hleb; Kalac deve uscire a valanga su Adebayor, Eduardo mira alto da buona posizione; tutto tra il 7 e il 10 della ripresa.
SEMPRE IL CAPITANO Lultima mezzora esalta Maldini, che da centrale toglie laria ad Adebayor. E davanti che i rossoneri mancano, scegliendo soluzioni prevedibili come quelle di Oddo (diagonale alto) e Kakà, in serata no. In più manca sempre qualcuno che faccia salire la squadra, così la palla stazione nella metà campo del Milan. In definitiva va benone quando Eduardo spreca nel cuore dellarea, quando Fabregas tira centralmente da 20 metri su Kalac e pure quando Kaladze rincorre Bendtner e chiude il buco difensivo prima che sia troppo tardi.
FINALE Con Gila al posto di Pato i rossoneri guadagnano il secondo tiro in porta della partita. Ma è dallaltra parte del campo che si decide tutto, con le parate di Kalac su Adebayor e Fabregas, e lerroraccio di Bendtner in contropiede. Il recupero è una sofferenza infinita: al 93 Adebayor centra la traversa incornando un traversone da sinistra. In caso contrario lArsenal avrebbe potuto impostare la gara di ritorno sul gioco di rimessa partendo dall1-0 dellEmirates Stadium. Non sarà così. Se potete, non perdete lo spettacolo del ritorno.
in data 21-02-2008 04:43 PM
in data 25-02-2008 09:37 AM
La gioia di Filippo Inzaghi, ancora decisivo. Afp
MILANO, 24 febbraio 2008 - Il Milan approfitta del k.o. di oggi della Fiorentina, e in casa contro il Palermo agguanta il 2-1 al 46' della ripresa. In classifica i rossoneri raggiungono la Fiorentina al quarto posto, e nel contempo porta a sette tacche la sua striscia di risultati utili consecutivi.
I VENTIDUE - Il Milan riparte dal Ka-Pa-Gi, ma soprattutto da un Ambrosini formato attaccante aggiunto, il Palermo risponde con un quintetto di centrocampo fatto dai tre "sosia" Guana-Migliaccio-Bresciano e da Cassani e Balzaretti sulle fasce. Davanti Amauri-Cavani, col brasiliano sempre pronto ad incendiarsi in caso di innesco. Il Milan trova nella spinta di Oddo un'arma in più, mentre sulla sinistra c'è un Ambrosini in grande spolvero a togliere gloria a Jankulovski, anche perché quando è il terzino a proporsi in avanti sono più le volte che sbaglia l'ultimo passaggio o l'ultimo tocco. E' comunque un Milan intraprendente e vivace, che trova nell'estro di Pato e nella solidità di Gilardino due terminali d'attacco affidabili ma non molto brillanti. E Kakà non è in serata di grazia, forse condizionato da una botta al ginocchio sinistro. Tanto che dall'inizio della ripresa lascia il posto a Gourcuff.
LA GARA - Il Palermo passa alla prima occasione: al 9' Bresciano tocca un pallone che poi Oddo di petto devia alle spalle di Kalac. Poi i siciliani tengono botta fino al 24', quando Ambrosini trova il varco giusto: su un lancio lungo di Oddo, il rossonero arriva tutto solo a tu per tu con Fontana, e con un sinistro in scivolata sigla l'1-1. Poi è assedio Milan: troppo bassi gli esterni del Palermo, molto aggressivi i difensori di fascia rossoneri, proprio come Ancelotti aveva chiesto. Ma il Milan non riesce a tradurre in raddoppio tanta pressione, e il primo tempo si chiude sul pari. La ripresa, orfana di un opaco Kakà, vede un Palermo meno schiacciato nella sua area e il Milan fatica a trovare varchi. Ma le occasioni sono sempre rade: al 17' Pato inventa un destro dalla distanza che chiama Fontana a un grande intervento, al 21'Kalac anticipa in extremis Zaccardo appostato sotto rete su una punizione di Simplicio, al 24' Cavani arriva indisturbato al tiro dal limite, ma la sua botta finisce di poco alta. Tutto qua, troppo poco per un'aspirante alla zona Champions. E allora ci pensa Inzaghi, entrato al posto di Gilardino, a realizzare il 2-1 di testa in tuffo su un cross di Gourcuff a tempo scaduto. Quando nessuno ormai ci credeva più, tranne ovviamente SuperPippo. Che festeggia in un colpo il ritorno al gol in campionato dopo oltre un anno, le 90 reti in A e un posto privilegiato vista Champions...
in data 25-02-2008 04:26 PM
in data 26-02-2008 11:53 AM
in data 26-02-2008 11:55 AM
in data 26-02-2008 05:10 PM

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