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ahahahahah ahahahah ah ahahahahaahahahahahahahahahaahahahahaahaahahah :Lol:

RIDEVANO ANCHE QUANDO DICEVANO CHE IL MILAN VINCEVA LA CHAMPIONS...
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Paloschi fa volare il Milan Il Primavera entra al 62' e venti secondi dopo segna il gol della vittoria contro l'indomabile Siena. Tre punti sofferti che avvicinano i rossoneri al quarto posto: la Fiorentina adesso è a 2 lunghezze e mercoledì il Milan deve recuperare la gara interna con il Livorno Alberto Paloschi esulta dopo il gol al Siena. Reuters MILANO, 10 febbraio 2008 - Da Viareggio a San Siro per la causa; per rianimare un reparto che deve fare a meno di Pato, Kakà e Gilardino. Si chiama Alberto Paloschi. Oggi il mondo è suo. Neanche fosse un film, il ragazzino, 18 anni appena fatti (è nato il 4 gennaio 1990), sostituisce Serginho al 62' e venti secondi dopo inventa un gol da favola che, tradotto, significa tre punti e Fiorentina ormai a portata di mano. Ma che fatica battere il Siena, sempre in partita e pericoloso anche quando deve fare a meno di Vergassola, espulso al 37' della ripresa. Da ricordare, e non è più una notizia, la parata di Kalac all'89': decisiva per lanciare sempre di più in orbita i rossoneri che mercoledì doveranno recuperare la gara interna con il Livorno. INEDITO - Quasi fuori dalla righe. Senza Dida, Gattuso, Pato, Kakà e Seedorf. Rivoluzionato: un 4-4-2, schema tradizionale, per fronteggiare il Siena che è da prendere con le molle. Carlo Ancelotti se l'è studiata a tavolino la partita e alla fine ha optato per l'esperienza. Come l'idea di schierare Cafu alla destra della difesa, spalleggiato a sinistra da Jankulovski. A centrocampo Brocchi, Pirlo, Ambrosini e, chi si rivede, Serginho. Poi la strana coppia: Ronaldo e Inzaghi, alternative extra lusso. Ma Ronie e Pippo parlano lo stesso idioma: sguardo fisso verso la porta. Ma di fronte c'è un bel Siena. La squadra plasmata da Beretta parte in quarta e mette in affanno il Milan che fatica a prendere le misure. Spesso i toscani giocano con autorità affidandosi a pressing e organizzazione. Fulminante in fase offensiva, sempre metodica quando c'è da difendersi. POCO RONALDO - Nel Milan, invece, la costante è la sovrapposizione fra Jankulovski e Serginho sulla fascia sinistra, di sicuro la nota più intrigante del primo tempo. I due si intendono a meraviglia e il brasiliano ne approfitta per scatenare il suo scatto per per poi servire palle in mezzo. Il Siena risponde e sfiora anche il gol con Frick che impegna Kalac. A dire il vero in rete ci va, ma l'arbitro Orsato annulla un gol di Locatelli per un fuorigioco millimetrico e molto dubbio. E le punte rossonere? Ronaldo sonnecchia; di tanto in tanto riapre gli occhi e spaventa il Siena, Inzaghi invece è attivo e voglioso, al punto da sfiorare tre volte la rete. Pippo, Serginho e Cafu sono i più ispirati, ma trovare varchi tra i bianconeri è difficile. FRICK E IL PALO - Il punto i bianconeri se lo stanno conquistando con merito. Al Milan invece non può bastare. Così all'inizio della ripresa Ancelotti inserisce la verve di Seedorf, preferita all'immobilità di Ronaldo, mentre in difesa *****a rileva Nesta. Ma come nella prima frazione a convincere di più è sempre il Siena, abile in contropiede, in cui allinea meccanismi oleati, evidentemente provati nei test settimanali. Al 6' Locatelli si libera e serve a Frick che colpisce il palo; al 10' Maccarone arriva senza fiato al tiro, garziando Kalac con una botta centrale. IL RAGAZZINO - Serve linfa, benzina, allegria, il furore di Kakà, la fantasia di Pirlo oggi in giornata no. Ancelotti deve constatare che Serginho è in riserva. Così al 17' lo sostituisce con Alberto Paloschi. Esordio da favola, perché 20 secondi dopo il 18enne infila Manninger con un diagonale chirurgico da fuori area. Il ragazzino gioca con autorità e si mette a disposizione della squadra, senza strafare. Intanto Beretta toglie Jarolim e Locatelli per Kharja e Forestieri perché ci crede. I bianconeri s*****ano un pressing aggressivo ed è Kalac a tenere in piedi la baracca con un paio di interventi decisivi. Ma in un contropiede del Milan il Siena perde Vergassola, punito con un severo cartellino rosso per avere fermato con un braccio la palla, con Inzaghi lanciato a rete. Anche in dieci, però, il Siena fa paura, e il Milan ancora una volta deve ringraziare Kalac che dice di no a Frick, già pronto a esultare. Tratto dalla gazzetta dello sport
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Ancelotti: "Risultato giusto" 16 febbraio 2008 - Milan bello solo a metà in casa del Parma. Alla fine sulla ruota del Tardini è uscito uno 0-0. "Nel primo tempo abbiamo sofferto molto il ritmo del Parma - spiega il tecnico rossonero -. Abbiamo giocato molto timorosi, dopo siamo stati più incisivi e abbiamo espresso più padronanza nel gioco. Nel secondo tempo potevamno vincere ma il risultato è giusto, considerato quello che il Parma aveva fatto prima. Occasione sprecata? Oggi siamo quarti e questo era il nostro obiettivo, anche se la Fiorentina ha una partita in meno. Ho sempre detto che questa corsa finirà all'ultima giornata. Noi abbiamo giocato mercoledì sera, mentre il Parma si era preparato bene per tutta la settimana. Comunque abbiamo tenuto fino alla fine mostrando buona condizione". Sembra un momento davvero maledetto per Dida che ha rimediato un problema alla schiena anche dalla panchina. "Si è bloccato alla schiena, è stato manipolato e sta già migliorando. Ronaldo? Comincia a stare meglio perchè l'operazione è andata bene, bisogna aspettare e sperare che possa recuperare bene e che possa tornare a giocare. Pato in Champions al 100%? Credo che se ci sarà il recupero avverrà solo all'ultimo momento". Tratto dalla Gazzetta dello Sport
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Milan Fort Apache Resiste all'Arsenal All'Emirates Stadium finisce 0-0. Partita di sacrificio per i rossoneri che subiscono a tratti il gioco dei Gunners. Dominio sterile dei britannici, ma grande carattere dei campioni in carica. Traversa di Adebayor al 94' Il duello Kakà-Senderos: costante della sfida. Afp LONDRA, 20 febbraio 2008 - Esperienza, carattere, solidità. Il Milan strappa lo 0-0 all’Arsenal nella prima sfida degli ottavi di Champions grazie alle qualità che gli hanno garantito lunga vita in Europa. Una piccola impresa considerato l’andamento della partita condotta dai Gunners, determinati, ma inconcludenti. CON PATO – La vera sorpresa rispetto alle attese è Pato. Il brasiliano aveva urlato di dolore la sera del 3 febbraio girando la caviglia a Firenze; a Londra, 17 giorni dopo, comincia da titolare la prima grande sfida di Champions della sua carriera bruciando Gilardino. Kalac è al suo posto, Oddo difende a destra. Wenger sposta le sue pedine: Eduardo e Hleb partono dietro ai 193 centimetri di Adebayor, con il bielorusso piazzato strategicamente in zona-Pirlo. ALTA VELOCITA’ – Tourè esce subito per infortunio (dentro Senderos). I Gunners portano il motore al massimo dei giri, restringono di pura agilità il campo. Adebayor viene contenuto a fatica nello scatto e sui cross di Sagna, e non si tira indietro se c’è da rispondere ruvidamente alla guardia montata da Kaladze, costretto talvolta al tackle della disperazione. Viene da pensare che qualsiasi altra squadra verrebbe sovrastata dai primi 20 minuti di questi dannati in maglia biancorossa. Non è così per il vecchio Milan, che rintuzza e chiude d’esperienza, pungendo appena possibile Lehmann (testa di Maldini su azione d’angolo). NESTA K.O. – Qualche sbavatura nel finale del primo tempo costa il brivido di vedere Flamini due volte in posizione di sparo grazie a uno slalom di Eboué (bravo Kalac) e a un errore di Pirlo. L’assetto del Milan cambia quando Nesta è costretto al cambio: Maldini affianca Kaladze, Jankulovski subentra sulla fascia sinistra, quella arroventata da Eboué. La pressione dei Gunners aumenta: Eboué manda all’aria il lavoro perfetto di Hleb; Kalac deve uscire a valanga su Adebayor, Eduardo mira alto da buona posizione; tutto tra il 7’ e il 10’ della ripresa. SEMPRE IL CAPITANO – L’ultima mezz’ora esalta Maldini, che da centrale toglie l’aria ad Adebayor. E’ davanti che i rossoneri mancano, scegliendo soluzioni prevedibili come quelle di Oddo (diagonale alto) e Kakà, in serata no. In più manca sempre qualcuno che faccia salire la squadra, così la palla stazione nella metà campo del Milan. In definitiva va benone quando Eduardo spreca nel cuore dell’area, quando Fabregas tira centralmente da 20 metri su Kalac e pure quando Kaladze rincorre Bendtner e chiude il buco difensivo prima che sia troppo tardi. FINALE – Con Gila al posto di Pato i rossoneri guadagnano il secondo tiro in porta della partita. Ma è dall’altra parte del campo che si decide tutto, con le parate di Kalac su Adebayor e Fabregas, e l’erroraccio di Bendtner in contropiede. Il recupero è una sofferenza infinita: al 93’ Adebayor centra la traversa incornando un traversone da sinistra. In caso contrario l’Arsenal avrebbe potuto impostare la gara di ritorno sul gioco di rimessa partendo dall’1-0 dell’Emirates Stadium. Non sarà così. Se potete, non perdete lo spettacolo del ritorno.
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Milan-Arsenal gran bella partita...complimenti al ritorno piegateli...una champions senza milan è come la coca senza le bollicine:smileyvery-happy:
cmq Forza MaGGGGGGica ROMA!:smileywink:


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SuperPippo risolve al 91' Il Milan aggancia il 4° posto Inzaghi al 46' della ripresa regala ai rossoneri un successo ormai insperato: il 2-1 finale sul Palermo consente alla squadra di Ancelotti di raggiungere la Fiorentina. Nel primo tempo botta-risposta fra Bresciano (9') e Ambrosini (24') La gioia di Filippo Inzaghi, ancora decisivo. Afp MILANO, 24 febbraio 2008 - Il Milan approfitta del k.o. di oggi della Fiorentina, e in casa contro il Palermo agguanta il 2-1 al 46' della ripresa. In classifica i rossoneri raggiungono la Fiorentina al quarto posto, e nel contempo porta a sette tacche la sua striscia di risultati utili consecutivi. I VENTIDUE - Il Milan riparte dal Ka-Pa-Gi, ma soprattutto da un Ambrosini formato attaccante aggiunto, il Palermo risponde con un quintetto di centrocampo fatto dai tre "sosia" Guana-Migliaccio-Bresciano e da Cassani e Balzaretti sulle fasce. Davanti Amauri-Cavani, col brasiliano sempre pronto ad incendiarsi in caso di innesco. Il Milan trova nella spinta di Oddo un'arma in più, mentre sulla sinistra c'è un Ambrosini in grande spolvero a togliere gloria a Jankulovski, anche perché quando è il terzino a proporsi in avanti sono più le volte che sbaglia l'ultimo passaggio o l'ultimo tocco. E' comunque un Milan intraprendente e vivace, che trova nell'estro di Pato e nella solidità di Gilardino due terminali d'attacco affidabili ma non molto brillanti. E Kakà non è in serata di grazia, forse condizionato da una botta al ginocchio sinistro. Tanto che dall'inizio della ripresa lascia il posto a Gourcuff. LA GARA - Il Palermo passa alla prima occasione: al 9' Bresciano tocca un pallone che poi Oddo di petto devia alle spalle di Kalac. Poi i siciliani tengono botta fino al 24', quando Ambrosini trova il varco giusto: su un lancio lungo di Oddo, il rossonero arriva tutto solo a tu per tu con Fontana, e con un sinistro in scivolata sigla l'1-1. Poi è assedio Milan: troppo bassi gli esterni del Palermo, molto aggressivi i difensori di fascia rossoneri, proprio come Ancelotti aveva chiesto. Ma il Milan non riesce a tradurre in raddoppio tanta pressione, e il primo tempo si chiude sul pari. La ripresa, orfana di un opaco Kakà, vede un Palermo meno schiacciato nella sua area e il Milan fatica a trovare varchi. Ma le occasioni sono sempre rade: al 17' Pato inventa un destro dalla distanza che chiama Fontana a un grande intervento, al 21'Kalac anticipa in extremis Zaccardo appostato sotto rete su una punizione di Simplicio, al 24' Cavani arriva indisturbato al tiro dal limite, ma la sua botta finisce di poco alta. Tutto qua, troppo poco per un'aspirante alla zona Champions. E allora ci pensa Inzaghi, entrato al posto di Gilardino, a realizzare il 2-1 di testa in tuffo su un cross di Gourcuff a tempo scaduto. Quando nessuno ormai ci credeva più, tranne ovviamente SuperPippo. Che festeggia in un colpo il ritorno al gol in campionato dopo oltre un anno, le 90 reti in A e un posto privilegiato vista Champions...
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beh...noi la fiorentina ve l'abbiamo fermata ora voi dovete vincere con l'inter...purtroppo lo scudetto ormai è de quelli...ma piu' ne perde meglio è:smileyvery-happy:


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che cancher sto inzaghi...cmq non perchè sono milanista ma a me pato ogni volta che lo vedo mi impressiona sempre più...
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che cancher sto inzaghi...cmq non perchè sono milanista ma a me pato ogni volta che lo vedo mi impressiona sempre più...

beh...a pensare che è un "ragazzino" è impressionante veramente:eek:


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beh...a pensare che è un "ragazzino" è impressionante veramente:eek:
Quoto pienamente, è un ragazzino che farà molta strada.... sisi
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