in data 01-04-2008 10:09 PM
Clarence Seedorf compie domani 32 anni. Reuters
MILANO, 31 marzo 2008 - "Io fino a 35-36 anni gioco e voglio andare agli Europei e ai Mondiali 2010. Poi farò quello che mi farà più piacere. Credo che investirò tante energie nella mia fondazione Champions for children. Il legame col Milan è importante: abbiamo già parlato del dopo, ma mancano ancora, come minimo, 4 anni". Clarence Seedorf non è uno che se ne sta con le mani in mano. Parla 6 lingue, fornisce consulenze all'Università Bocconi, ha disegnato linee di gioielli, è stato proprietario di un team motociclistico e ha fatto l'editore. Senza dimenticare che è l'unico calciatore al mondo ad aver vinto 4 Champions League con tre maglie diverse (Ajax, Real Madrid e Milan). Eppure la stampa non è mai stata indulgente nei suoi confronti, soprattutto nella sua Olanda.
RITRATTO - "Nonostante il sistema, sono vivo - commenta in un'intervista al mensile GQ in edicola il 3 aprile -. Ma quelli che non hanno avuto la mia forza o la mia testa sono stati buttati fuori. Resistere è una variabile del tutto casuale. Fin dagli esordi in Olanda, la stampa ha costruito un'immagine di me, senza che ne avessi il minimo controllo. Ti pare giusto che gente che non ti conosce, che non sa nemmeno chi sei possa influire così tanto sulla tua vita? Mi hanno ritagliato un'immagine che non mi corrispondeva affatto: poi, per fortuna, andavo in campo e lì il giudizio tornava alla gente".
SOLDI, SOLDI, SOLDI - Al Milan c'è chi lo capisce. "Ronaldo mi supporta molto - racconta Seedorf -. Anche lui sa bene quanto siamo stati vicini a essere buttati fuori. Funziona così: trovi il direttore sportivo o l'allenatore sbagliato, con cui non hai sintonia, e sei rovinato. Guarda che cosa è successo a Ronie negli ultimi cinque anni, prima di arrivare qui. O quello che è capitato a me in Olanda. È ora che i calciatori tornino a essere persone". Il centrocampista olandese è molto critico verso il mondo calcio. "È come il mercato della carne - sottolinea -. C'è un pezzo di carne d'Argentina, che è buonissimo e richiestissimo, e lo vendo in Italia, poi lo esporto in Spagna, in Inghilterra. Lo vendo dove mi fanno la miglior offerta. Non importa se dove lo mando sia il posto giusto per il suo talento: comandano solo i soldi. Non m'importa di seguirne l'ambientamento, di verificare se si integra, lo lascio solo al suo destino. Questa è la mentalità che regge il sistema calcio".
LUTTI - Che Seedorf sia uno a cui non piace questo sistema si sa, basta pensare a quando venne ucciso Gabriele Sandri: fu l'unico a non indossare la fascia nera del lutto. "Non certo per mancanza di rispetto - spiega -. Ma quando andammo in campo non si sapeva nulla: chi fosse, che cosa fosse successo. Niente. E se, per caso, fosse stato un mafioso? Rispetto ogni essere umano, ma non do la mia solidarietà a un assassino. Invece, il mondo del calcio ci riversò addosso la responsabilità di un evento che non c'entrava nulla di nulla col calcio". "Quello delle autorità calcistiche fu un atto di paura - prosegue Seedorf - con copertura politica. Una settimana dopo, la fascia l'ho messa. Ma ancora nessuno m'ha spiegato perché non ce l'hanno fatta indossare quando è mancata la signora Prandelli. Io divento matto, quando vedo certe cose: perché non abbiamo espresso solidarietà a un allenatore di serie A? O per la morte atroce del fratello di Kaladze, che è stato sequestrato per anni? Niente, non s'è fatto niente. Per Sandri sì, che aveva come unico coinvolgimento col nostro mondo quello d'essere tifoso".
AMBASCIATORE EXPO - Ma anche i giocatori hanno qualche responsabilità: "Non qualche, tante - rincara la dose -. Io spero che Damiano Tommasi decida di tornare e, con le sue qualità, venga a fare qualcosa d'importante per la categoria". Seedorf, che in qualità di ambasciatore Expo annuncia che "il Suriname voterà Milano per l'edizione 2015", replica anche a chi dice che si impegna soltanto nelle partite importanti. "È un luogo comune che mi dà un gran fastidio - conclude -. Invece ricordo la Reggina qui, il Toro fuori, dove ho fatto la differenza. E poi, ho saltato l'Arsenal per giocare in campionato. Devo dire altro?".
in data 01-04-2008 10:11 PM
Il presidente del Milan, Silvio Berlusconi. Ap
MILANO, 1 aprile 2008 - "Lippi? Spalletti? Ancelotti è il meglio". Lo afferma nell'intervista rilasciata dal presidente del Milan alla Gazzetta dello Sport oggi in edicola. Il numero 1 rossonero e candidato premier mette un po' di Milan nella sua campagna elettorale e lancia messaggi: "I tifosi devono stare tranquilli, c’è il massimo impegno per creare un altro grande ciclo. Rinnoveremo, ma con prudenza, passione, buon senso, come abbiamo sempre fatto. Nel calcio l’alternanza è ineluttabile. Dopo un grande ciclo arriva sempre l’onda di ritorno". "Paloschi? E' un giocatore da Milan". E su Shevchenko ribadisce: "Sarebbe un buon ritorno per noi". Il resto lo potrete leggere nell'intervista di Alessandra Bocci.
in data 01-04-2008 10:13 PM
in data 02-04-2008 08:48 AM
in data 02-04-2008 11:15 AM
in data 02-04-2008 01:09 PM
in data 04-04-2008 08:00 AM
Assis, Adriano Galliani ed Ernesto Bronzetti a Milano. G&G
MILANO, 3 aprile 2008 - Rieccoli insieme. A cena. Al solito ristorante. Adriano Galliani ieri sera ha rivisto dopo almeno tre mesi il fratello-agente più famoso del calcio: Roberto Assis, ambasciatore e rappresentante di Ronaldinho. Ad accompagnarli l’onnipresente Ernesto Bronzetti, consulente rossonero per il mercato spagnolo, ma soprattutto paziente tessitore dei rapporti tra il club di Silvio Berlusconi e il campione di Porto Alegre. Il summit arriva a sorpresa perché negli ultimi tempi lo stesso Berlusconi aveva raffreddato l’entusiasmo per l’ex Pallone d’Oro. Ma questa visita di Roberto Assis non può essere considerata casuale. La quotazione di Ronaldinho va sempre più giù: dai 60 milioni di un anno fa è arrivata a 20. E si è parlato della possibilità di riscattarlo con 17 milioni.
OLIVEIRA - E’ vero che l’agente brasiliano cura anche gli interessi di Ricardo Oliveira, l’attaccante di proprietà del Milan ora in prestito al Real Saragozza, ma è altrettanto certo che da via Turati non sono mai giunti chiari segnali di stop al fuoriclasse del Barcellona con cui ormai flirta da un paio di anni. E’ lecito credere, comunque, che Galliani abbia approfittato dell’occasione per fare il punto su entrambe le questioni. Nel caso di Oliveira, ad esempio, vanno chiarite le prospettive per la prossima stagione, visto che il Saragozza non appare in grado d’investire 15 milioni di euro per il riscatto dell’attaccante che si sta distinguendo: la prova sono gli 11 gol segnati sinora nella Liga. Oliveira piace ad altri club spagnoli e il Milan conta di fare cassa con la sua vendita.
SEPARATO IN CASA - Ma veniamo alle trame per Ronaldinho, ormai destinato a lasciare la Catalogna, nonostante alcuni recenti segnali di riavvicinamento con Frank Rijkaard. Assis ormai da tempo ha abbandonato l’idea di rinnovare il contratto in scadenza nel 2010. Adesso Ronaldinho guadagna 8 milioni all’anno e il Barcellona non intende investire più denaro sul suo futuro. Tanto più che adesso il campione di Porto Alegre può andar via ad un prezzo decisamente più basso rispetto a quello della scorsa estate. Un po’ perché a 28 anni potrebbe anche avvalersi del parametro dell’ormai famigerato articolo 17 della Fifa. E poi perché con in mano il passaporto spagnolo può trasferirsi sia in Italia che in Inghilterra senza particolari condizionamenti normativi. Il blitz a tavola Ieri Galliani, Assis e Bronzetti sono entrati da Giannino con fare circospetto. Ma questo faccia a faccia non passerà certo inosservato.
in data 04-04-2008 08:02 AM
Felipe Scolari potrebbe lasciare il Portogallo per allenare il Messico. Afp
SAN PAOLO, 3 aprile 2008 - "Alexandre Pato è un ottimo giocatore, ma non è ancora un fuoriclasse". Parola di Felipe Scolari, che di fuoriclasse se ne intende e continua a difendere i "suoi" Ronaldo e Rolaldinho Gaucho. "Per essere sicuri che si tratta di un fenomeno - aggiunge il c.t. campione del mondo con il Brasile in Corea e Giappone nel 2002, in un'intervista rilasciata al quotidiano O estado de Sao Paulo - dobbiamo vedere come si comporterà quando avrà responsabilità maggiori, dentro e fuori dal campo. Per adesso è ottimo, ma non è il caso di incensarlo troppo. A forza di tappeti rossi potrebbe anche inciampare".
I PROBLEMI DI RONALDINHO - Scolari non conferma che lascerà la Nazionale portoghese per allenare il Messico, come scriveva la stampa sportiva brasiliana nelle ultime settimane, e ribadisce che deciderà solo dopo gli Europei del giugno prossimo. "Ronaldinho Gaucho, lui si che è un grande fuoriclasse, anche se adesso ha una serie di problemi - ha ribadito l'ex c.t. della Selecao -. Non so cosa gli stia succedendo, ma di sicuro è ancora in grado di stare tra i migliori del mondo per i prossimi tre o quattro anni".
FIDUCIA IN RONALDO - Scolari afferma di credere nel recupero di Ronaldo, che, a suo avviso, sorprenderà il mondo ancora una volta. "Ronaldo tornerà a segnare molti gol - ha detto -. Ma ha bisogno di qualcuno che lo sostenga, che gli stia a fianco nei momenti difficili". Scolari si è dichiarato d'accordo con la Fifa sull'uso dell'elettronica per decidere gli episodi controversi in campo. "A me non piace che i computer decidano tutto - ha precisato il c.t. portoghese -. Non mi fido delle persone che ci stanno dietro, preferisco fare i conti con qualche errore degli arbitri".
in data 04-04-2008 08:04 AM
in data 05-04-2008 09:43 PM

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