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Giginho90
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F.C. Inter Fun Club

"EtoEtoEto l' hanno visto con le Champions mentre Ibra ancora no" Su_ca!

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Rif.: F.C. Inter Fun Club Supercoppa Italiana...quando il business vince sul buonsenso..

Supercoppa Italiana...quando il business vince sul buonsenso..

 

L'avevamo intuito nella prima Supercoppa Italiana a Pechino contro la Lazio, ma non ci volevamo credere, convinti di un evento estemporaneo sul quale il buonsenso della FIGC, della Società e degli organizzatori avrebbe alla fine prevalso sulle logiche di business che hanno portato a siglare l'accordo che prevede, a partire dallo scorso anno, che n.3 edizioni della Supercoppa Italiana (si, ITALIANA, non europea, ne mondiale…) si giochino nella capitale cinese nei prossimi 5 anni.
Invece, dopo che un timido, timidissimo accenno di rimostranza delle due società che sembrava aver riportato la sede di un derby in una partita ufficiale nell'unico posto al mondo dove può e deve essere giocata una stracittadina (al Meazza…), in poche ore i milioni di euro hanno "immediatamente" riportato il Derby di Supercoppa Italiana…a Pechino…Cancellando ovviamente la cornice, le abitudini, la tradizione in cui è e deve essere avvolta una partita del genere.
Ma come??? E' tutto l'anno che si "sventolano" con tanto orgoglio i tricolori per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e basta un pugno di soldi per trasferire un tradizionale evento nostrano dall'altra parte del mondo senza provare alcun imbarazzo proprio durante l'annuale celebrazione del nostro Paese???
Già abbiamo il nostro "caro ministro" che tutte se le inventa per distruggere la passione e il fermento che si respirano durante eventi del genere e adesso dobbiamo pure sorbirci queste paradossali vicende figlie del calcio business del 2011??? Di questo passo finiremo con vedere la finale di Coppa Italia in Svezia o l'ultima di campionato in casa negli Emirati Arabi con inizio alle 23.30!
Ormai l'intento di spopolare gli stadi risulta evidente a tutti, così come risulta palese la ghettizzazione delle Curve, viste alla stregua di un cancro da estirpare per il bene della collettività e quindi non vi è da stupirsi se una decisione cervellotica, dettata solo dalle logiche del denaro, non suscita alcuna rimostranza nella pubblica opinione, che ormai è abituata a digerire qualsivoglia vergogna senza più battere ciglio.
Ebbene…NOI NON CI STIAMO!!!
Lo avevamo già espresso a chiare lettere con uno striscione nella prima giornata del campionato 2009/2010, appena ritornati da Pechino, auspicando di non doverci trovare e ci troviamo costretti a ribadirlo:

LA SUPERCOPPA ITALIANA VA GIOCATA IN ITALIA!!!

 

La Curva Nord non presenzierà a Pechino ne quest'anno ne nei prossimi anni qualora l'FC ottenesse il diritto di parteciparci nuovamente!

 

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Giginho90
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F.C. Inter Fun Club [il giovin pirlone]

[ Modificato ]

Il dolce suono delle porte in faccia



 

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 

Il giovin signore ci riprova. Il rifiuto a procedere da parte della Federcalcio non è stato un valido motivo per deporre le armi, Andrea Agnelli, come promesso, prosegue nella sua crociata per riavere i due scudetti sottratti alla Juventus dopo lo scandalo Calciopoli. Adesso lui e i suoi legali si sono rivolti al Coni, prendendo di mira anche la Figc e aggiungendo anche un carico alla richiesta iniziale: risarcimento danni. All’Inter, a detta del presidente della Juventus, non è stato assegnato lo scudetto degli onesti, ma quello dei prescritti. Beh, alla fin fine, considerate le condizioni legali attuali, non ha tutti i torti. La prescrizione c’è, quindi non c’è alcuna possibilità di procedere contro la società nerazzurra. Inoltre, essendo mancato nel frattempo Giacinto Facchetti, non si potrebbe chiamare a testimoniare né accusare colui che viene indicato come il simbolo delle malefatte nerazzurre. E poi, a partire dal 1994, quanti 'titoli dei prescritti' (scandalo doping) ha conquistato la Juve?

La legge parla chiaro, ma evidentemente a Torino qualcuno non ci sente. Agnelli ha deciso di vestirsi da supereroe e difendere i colori bianconeri fino all’ultima goccia di sudore. Lo fa per ottenere il consenso dai tifosi, elettrizzati dal suo spirito di rivalsa e competizione ma anche, almeno molti di loro, infastiditi dai suoi primi anni di gestione (risultati alla mano…). Faccia come gli pare, non saremo noi a giudicare. Se vuole mettersi contro anche le istituzioni del pallone, è una sua libera scelta. Se vuole pagare i suoi legali per tante altre scartoffie e numerosi atti legali, insista pure. La legge non è sempre interpretabile come lui auspicherebbe. Mi sorprende però una cosa: dove nasce la richiesta di risarcimento dei danni di cui il giovin signore ha detto? Se anche l’Inter fosse stata giudicata colpevole all’epoca, forse alla Juve avrebbero inflitto una pena più leggera consentendole di mantenere alto il proprio profilo?

Quei due titoli di certo le sarebbero stati tolti, perché un’eventuale condanna nerazzurra non avrebbe assolutamente riscattato la società Juventus agli occhi dei giudici. Avrebbe solo negato all’Inter lo scudetto 2006, con una penalizzazione simile a quella di altre società coinvolte. Agnelli sostiene che in base al rapporto di Palazzi l’Inter sarebbe colpevole quanto la Juventus e avrebbe meritato la stessa sorte? Allora lui, evidentemente mal consigliato, dimentica che anche contro la sua società Palazzi si è espresso duramente, chiedendo penalizzazione e serie C, evitata dopo un patteggiamento con conseguente grande soddisfazione degli avvocati di parte bianconera. Nel caso dell’Inter, oltre alla richiesta di un Pm, altrettanto dura, non c’è mai stata una controreplica che avrebbe potuto alleggerire le responsabilità di Facchetti di fronte a un giudice, quindi perché tanto accanimento? Non esiste sentenza che condanna il club nerazzurro, solo un rapporto di una pubblica accusa che vale zero senza una replica dell’altra parte in causa.

È solo nella testa di Agnelli e di gran parte dei tifosi juventini che l’Inter è colpevole alla pari della Juventus. E, anche se riuscisse a ottenere la revoca del titolo 2006, il giovin signore non potrebbe veder restituiti i due scudetti che reclama, perché le colpe del suo club sono state verificate e assodate. E poi, risarcimento danni per cosa? Dovrebbe essere la Juventus a risarcire le altre società per quanto accertato dai fatti che la inchioda alle proprie responsabilità. Invece siamo arrivati alle pretese, quando sarebbe stato il caso di ammettere le proprie colpe e chiudere il discorso una volta per tutte. Ce ne vuole di coraggio ad andare avanti, davvero. Invece di trascorrere del tempo in aule di tribunale, davvero Andrea Agnelli dovrebbe staccare la spina e andare in vacanza, come Moratti gli ha sarcasticamente consigliato. Magari riflettendo sotto l’ombrellone si renderebbe conto dell’inutilità della sua crociata e della pessima figura che sta facendo lui e, di conseguenza, la società che rappresenta. La volontà di mettersi tutto alle spalle è totalmente assente, mi chiedo come possa sperare di guardare al futuro se resta testardamente aggrappato al passato. Vuole insistere? Faccia pure. Ogni porta (legale) che gli sbatteranno in faccia produrrà un suono gradevole alle orecchie dei tifosi nerazzurri. E penso non solo alle loro…

 

tmw.com



ahahahahah andiam andiam andiam a strasburgo andiam :Lol: PRRRRRRRRR [cit.]

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Rif.: F.C. Inter Fun Club [il giovin pirlone]

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 :smileyhappy:

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[ Modificato ]

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Rif.: F.C. Inter Fun Club

Resuscitiamo il nostro club con un bell' articolo di attualità "melodrammatica" :Lol:

 

Stella cadente

07.05.2012 23:23 di Alessandro Cavasinni  articolo letto 5571 volte

Il problema, quello vero, è che non si sa se ridere o piangere. Un dubbio atroce mi assale: quanto è credibile il nostro sport? Quanto è credibile il nostro calcio? Probabilmente poco. Brutture e storture di un Paese alla deriva si riversano e si alimentano in un football nostrano malato cronico. Deriva di un qualcosa che veniva chiamato gioco. In Italia, anche i bambini per i campetti di terra hanno imparato a simulare come fanno gli idoli idolatrati in tv.

 

La speranza è che le nuove generazioni guardino verso questo calcio e facciano poi meglio di chi li ha preceduti. Un disastro continuo. Nessuno vuole perdere, ci si scanna per le briciole. Ultras inferociti fermano partite; ex calciatori moribondi rivelano torpidi inganni a tifosi e, soprattutto, a loro stessi; gare truccate; doping dilagante; calendario con partite fissate ogni due giorni; contemporaneità; scommesse. Poi tutti bravi a parlare del dramma di Morosini. Ipocriti.

 

Questo calcio è marcio, in caduta libera. Il bubbone dell'ennesimo scandalo italiano sta per scoppiare e, anche se tutti fanno finta di nulla, il procuratore federale Stefano Palazzi sta per comunicare i primi deferimenti: sarà un altro bagno di sangue. E intanto ci si interroga sulla terza stella juventina. Il club bianconero, invece di godersi uno Scudetto strameritato, si inguaia in polemiche infantili. La dirigenza juventina assomiglia sempre più alla Lega Nord: grida 'Roma ladrona', ma poi passa a incassare quattrini italiani. Agnelli e compagni fanno lo stesso: gridano, sbraitano l'illegalità della Federcalcio e dell'Inter, ma poi continuano a giocare in Serie A. Fossero coerenti, non si iscriverebbero più al campionato.

 

Ma la terza stella è davvero un aborto dell'informazione. Andrea Agnelli, più che un presidente, incarna il peggiore dei capi ultras: con i paraocchi, superficiale e demagogo. Ha cavalcato l'onda del 'sono sempre 29' e ora reclama una cifra maggiore di una unità. Eppure, bisognerebbe ricordare al Giovin Signore che fu proprio la sua attuale società a patteggiare in tribunale una decorosa Serie B per non finire molto più in basso. Fu proprio uno dei suoi mai ripudiati amici, Luciano Moggi, a gettare in un vicolo cieco la richiesta di terza stella. L'ex dg bianconero, infatti, ha utilizzato una difesa molto chiara: non si è mai dichiarato innocente, ma ha solo insinuato che non era l'unico club (la Juventus) ad agire nell'illegalità. In poche parole, ha utilizzato la teoria del 'Così fan tutti'.

 

Come ci ha spesso ricordato una mente lucida quale quella del collega Marco Travaglio, “Un colpevole più un colpevole non fa zero colpevoli, ma due colpevoli”. Ergo: Moggi ha sempre chiesto la revoca del 14esimo Scudetto nerazzurro e mai avrebbe potuto chiedere indietro i due revocati alla Juve, per sua stessa ammissione colpevole.

 

Colpevole di aver infangato questo gioco. Colpevole di aver deriso e soggiogato le avversarie. Colpevole di aver coperto di ridicolo non solo l'Fc Juventus, ma tutto il sistema italiano. Colpevole, infine, di aver infranto i sogni di tanti tifosi per troppi anni. Quanti di noi, oggi, si guardano indietro e si sentono stupidi nel ricordare pianti e delusioni? Quanti di noi, ripensando a quei campionati taroccati (chissà quanti...), a stento trattengono la rabbia? Pensate ai più piccoli, a chi a metà degli anni novanta cominciava a seguire il calcio. Con trasporto, ingenuità, passione, amore. Quanti piccoli tifosi sono stati feriti dalla sconfitta della propria squadra? Chi può dirci dove il tutto è cominciato? Chi può dirci davvero quanti tornei sono stati falsati? Due di certo, poi chissà.

 

In un Paese in cui tutto va presto nel dimenticatoio, in un Paese in cui a nessuno sembra fregare nulla della legalità, lo sguardo resta quieto e la mente si rilassa. Tutto scorre, tutto è normalissimo. L'uomo è un animale abitudinario e si adatta a tutto. A volte progredisce, spesso no. E non impara mai dai propri errori. In fondo, ha ragione Andrea Agnelli, ha ragione la Juventus: si vede un'altra stella all'orizzonte. Una stella cadente. 

 

Twitter @Alex_Cavasinni

 

fcinternews.it

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"Sui 30 scudetti della Juve i conti non tornano"

10.05.2012 11:44 di Redazione FcInterNews  articolo letto 88 volte

© foto di Daniele Buffa/Image Sport

"Gentile redazione, per prima cosa vi faccio i complimenti e vi ringrazio per il vostro puntuale servizio di informazione. Vi scrivo perché in questi giorni a me, come a molti altri, sta dando fastidio l'atteggiamento tenuto dalla dirigenza juventina riguardo la polemica sul numero di scudetti. Premettendo che quello di quest'anno è stato un titolo vinto dalla Juve con pieno merito sia per la continuità che per la qualità del gioco espresso, sarebbe ora che i dirigenti juventini si adeguassero, come tutti, alle regole della federazione. La prima incoerenza sta proprio in questo, la Juventus infatti si è iscritta anche quest'anno al campionato italiano accettandone quindi le regole, pretende il riconoscimento di tutti gi scudetti "vinti sul campo" anch'essi assegnati secondo quelle stesse regole, ma contemporaneamente non è disposta ad accettare sempre quello stesso elenco di regole che hanno portato alla revoca di due scudetti. Da cui mi chiedo: visto che le regole del nostro campionato non piacciono ai dirigenti juventini perché continuano ad iscrivere la Juve a questo campionato?? Trattasi ovviamente di provocazione, ma trovo oltremodo incoerente pretendere di poter decidere quali regole seguire e quali no. Ma se questa può essere una semplice provocazione, forse anche di difficile comprensione, non lo è quello che già tempo fa fu fatto notare e che ora mi accingo a ribadire. Il Signor Agnelli ha detto che la Juventus ha vinto sul campo 30 scudetti ed ha aggiunto che le stesse sentenze di Napoli stabiliscono che "il campionato 2004/2005 non è stato alterato e che il campionato 2005/2006 non è stato investigato", facendo intendere che a suo parere questo è un modo di ribadire la regolarità di quei campionati, che quindi la "Vecchia Signora" avrebbe legittimamente vinto e per il quali meriterebbe un riconoscimento. Allora, dico io, secondo questo principio, i bianconeri potrebbero fregiarsi dei due scudetti revocati, ma dovrebbero evidentemente rinnegare i 3 scudetti vinti tra il '94 e il '98, quando, secondo una sentenza della cassazione, la Juventus si è resa colpevole di doping, una delle più chiare ed efficaci forme di imbroglio atte all'alterazione di una competizione sportiva. E' quindi una logica conseguenza che secondo il criterio adottato da Andrea Agnelli, la Juventus non ha regolarmente vinto sul campo quei tre scudetti, perché i suoi giocatori erano dopati e quindi le loro prestazioni erano alterate così come tutto il campionato. Se quindi bisogna ignorare i processi sportivi e ordinari(unico modo per riconoscere alla Juventus gli scudetti revocati) e bisogna tener fede solo alla comprovata regolarità o irregolarità del campionato per considerare vinto o NON vinto un determinato scudetto la società bianconera dovrebbe sostenere a gran voce di aver vinto 27 scudetti e non 30. Ma a quanto pare anche in questo caso la coerenza va farsi benedire, perché in questo caso vengono di buon grado accettate le regole che salvano la Juventus grazie alla prescrizione e lungi da ogni juventino pretendere quella rinuncia alla prescrizione che ebbero il coraggio di chiedere a noi. Questa incoerenza nel pretendere sia gli scudetti vinti tra il '94 e il '98 che quelli revocati per il 2004/2005 e il 2005/2006 è palese a qualunque persona dotata di un minimo di obbiettività, non si capisce infatti perché bisogna accettare la prescrizione e la conseguente impossiblità di punire la Juve per fatti assolutamente provati e perché bisognerebbe contemporaneamente sovvertire delle sentenze che hanno punito la Juventus per reati sportivi provati dei suoi massimi dirigenti, solo perché in poche righe di una sentenza di CONDANNA per associazione a delinquere nei confronti del massimo dirigente juventino dell'epoca, viene specificato che non ci sono prove sufficienti per stabilire che Moggi & Co siano effettivamente riusciti ad alterare il campionato. In realtà la spiegazione è semplcie, infatti è evidente che anche in questo caso al Signor Agnelli non interessa tutta la sentenza e cosa c'è scritto, perché quelle che gli fanno comodo sono solo quelle poche righe. Altrimenti avrebbe letto che il reato per cui sono stati condannati Moggi e gli altri imputati è un reato di tentativo ovvero è sufficiente aver tentato di alterare il campionato per essere condannati, come non è evidentemente chiaro al Signor Agnelli il perchè siano stati revocati alla Juventus quegli scudetti, ragion per cui cercherò di renderlo chiaro a lui e a tutti i tifosi juventini con un esempio. Un nuotatore che esegue una virata in modo irregolare viene squalificato dalla gara indipendentemente dal fatto che quella irregolarità gli abbia portato vantaggi, capita spesso infatti che una virata irregolare faccia solo perdere tempo. Il nuotatore in questione magari continua la sua gara e la vince, ma succede che alla fine, accertata l'irregolarità, viene invalidata la vittoria. E' giusto??Non importa, questa è la regola e c'è per  evitare che una virata irregolare possa portare vantaggi a qualcuno alterando l'esito della competizione. Chi decide di gareggiare in quella competizione deve accettarne le regole e così avviene, tanto che il nuotatore non riceve alcuna medaglia e di certo non va in giro a sbandirare una vittoria non riconosciuta. In questo caso siamo di fronte ad una società di calcio, la Juventus, per cui è stato provato, secondo diverse sentenze sportive e ordinarie(bastano comunque quelle sportive), che i suoi massimi dirigenti hanno agito per alterare almeno un campionato. Per questo motivo lo scudetto di quel campionato è stato revocato e nell'anno successivo la Juventus è stata punita, in maniera retroattiva(come per il nuotatore) con una penalizzazione che ha portato alla retrocessione in serie B nonostante i tanti punti "conquistati sul campo". E' così ingiusto punire duramente una società i cui dirigenti cercavano di falsare interi campionati??Secondo me e secondo molti altri NO anzi è la decisione più sensata, ma anche quì non importa perché questa è la regola e va accettata, altrimenti, come dicevo, dovremmo andare a ridiscutere troppi campionati, come appunto quelli dal '94 al '98 e onestamente credo che sia un bene per la Juve che non si faccia, altrimenti altro che terza stella, chissà che non ci ritroveremmo a discutere sulla seconda".

 

Gaetano

 

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L' ultima frase :Lol: cmq davvero.. il Giovin Pirlone non la smette di rendersi ridicolo, pesante e piagnucolone!



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