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AMY [recensione]

[ Modificato ]

 

Titolo: AMY Amy_game_cover.png

Sviluppatore: VectorCell
Publisher: Lexis Numérique
Lingua: Inglese con sottotitoli in Italiano
Prezzo: 9.99 Euro
Sito Ufficiale: www.amy-thegame.com

Pagina Facebook: AMY

 

Quando per la prima volta ho iniziato a sentire parlare di un gioco destinato al PlayStation Store ‍diretto da Paul Cuisset in persona, me ne interessai fin da subito.
Magari ai più non dirà niente, ma a chi ruota attorno al mondo dei videogiochi da qualche anno (e forse più) quel nome sarà inevitabilmente accostato a quella perla chiamata Flashback, uno tra i videogiochi francesi più venduto di tutti i tempi stando al Guinness World Records, ed al suo sequel un pò meno riuscito, ma che a suo tempo personalmente apprezzai, Fade to Black.

Grazie anche ad un recente ritorno di fiamma per produzioni e annunci a base di zombie e affini (The Walking Dead, The Last of Us giusto per citare due opere di intrattenimento recenti) l'attesa quindi, almeno per il sottoscritto era molta, per quello che si annunciava come un survival horror degno di tale nome, con una marcata componente survival, assicurata dalla coppia protagonista, una giovane donna senza alcuna esperienza di combattimento e una misteriosa quanto silenziosa bambina, il cui nome è condiviso dal gioco stesso.

Le premesse per un gioco memorabile c'erano tutte, compresa la recente conferma di una durata complessiva attorno alle dieci ore, risultato non indifferente per un gioco distribuito esclusivamente in digital download, eppure guardando le prime recensioni pubblicate fin'ora sembra che qualcosa non sia andato per il verso giusto.
In ogni caso, ho voluto provare con mano, quello che, per i motivi elencati in apertura, ha mosso la mia curiosità, ben cosciente dei pareri nettamente contrari di chi mi ha preceduto nel giocare AMY.

 

 

L'ORIGINE DELL'INCUBO


Tutto ha inizio su un treno, il giorno della vigilia di Natale dell'anno 2034, dove due persone in fuga, Lana, che potremmo definire uno scienziato o, qualcosa che le si avvicina molto, ed Amy, una silenziosa bambina incapace di proferire parola, sono triste protagoniste loro malgrado di un terribile evento.

A pochi minuti dall'arrivo in stazione, una sinistra esplosione lontanta alcuni chilometri scaturisce davanti ai loro occhi, e di lì a poco, il treno arrivato ormai a destinzaione, deraglia. Al loro risveglio, per cause ignote, il mondo come lo conoscevano non esiste più. Strane creature deformi, vago ricordo degli esseri che rappresentavano, hanno iniziato ad errare per la terra. Creature estremamente aggressive a cui, a suon di colpi di arma da fuoco, si sta frapponendo una qualche specie di esercito, composto da soldati altamente addestrati.


In mezzo a questo inferno, tra creature mostruose da una parte e pericolosi militari dall'altra, il compito dell'improvvisata coppia femminile, sarà quello di sopravvivere, e solo la singolare collaborazione che legherà Lana alla bambina, o meglio ai suoi poteri, sarà la chiave del successo.
Infatti, la giovane creatura mostra una totale immunità a quel morbo che sta tramutando tutti, o quasi, in creature simil-zombie. Oltre a questa particolare peculiarità e ad una manciata di altri poteri specifici, necessari per superare diversi ostacoli, Amy sarà in grado di curare Lana ogni qual volta, dovendosi allontanare dalla bambina per svariati motivi, dovesse rimanere esposta a zone contaminate, e venire infetta a sua volta, con il rischio di tramutarsi in una creatura spaventosa non dovesse fare ritorno in tempo da Amy e dai suoi poteri curativi.


Appare subito chiaro di come, lo scontro diretto con il nemico, nettamente superiore in quantità e potenza, sia fortemente sconsigliato, visto che le protagoniste non dispongono di alcuna esperienza per quanto concerne il combattimento e Lana, nelle migliori delle ipotesi, non potrà subire più di una esigua quantità di attacchi.

Nonostante però il gioco favorisca un approccio marcatamente discreto e furtivo nell'avanzamento, alcune volte sarà necessario ed inevitabile mettere fuori combattimento il nemico anzichè aggirarlo, ricorrendo perciò allo scontro vero e proprio, solitamente servendosi di armi per lo più non convenzionali e soggette ad una resistenza limitata il cui uso prolungato ne decreterà la distruzione.

 

 

L'INFEZIONE DEL GIOCO

Fino a qui, e quindi sulla carta, il gioco si manifesta come un mix perfetto tra horror e survival, in cui il giocatore, trovandosi in evidente svantaggio, è via via incoraggiato a pensare attentamente alla prossima mossa da compiere. Ma allora, dove si trovano tutti questi difetti su cui le recensioni hanno insistito tanto?

Bisogna cominciare con il dire che AMY è un gioco dannatamente severo, un gioco che non perdona. Ogni più piccolo errore di valutazione può tramutarsi immediatamente nella morte della protagonista e la cosa di per se, non sarebbe neppure un fattore negativo, ma anzi andrebbe ad ampliare quella sensazione di insicurezza onnipresente che si sposa perfettamente con un prodotto del genere. Il problema invece si presenta quando si dovranno fare i conti con la scarsissima quantità di checkpoint disseminati per i vari capitoli, costringendo il giocatore a ripetere più e più volte i passaggi cruciali e tutto quanto li circonda in una struttura tipicamente trial and error (letteralmente "tentativo ed errore") con il risultato che la frustrazione potrebbe prendere molto facilmente il sopravvento, andando a rappresentare un nemico ben più pericoloso degli esseri, umani e non, che dovremo affrontare.

A questo si aggiunge un comparto tecnico complessivamente inadeguato, segno probabilmente di una mancata ottimizzazione delle risorse. Perchè se volendo si potrebbe anche sorvolare sul conteggio di poligoni a schermo che comunque rimane tollerabile, non è possibile fare altrettanto con il frame rate, costantemente sotto la soglia della sufficienza e con un continuo effetto di tearing.
Il sistema di controllo non rappresenta niente di eccezionale, ma il punto forse più debole consiste nel fatto che per la maggior parte del tempo sarà necessario tenere premuto il tasto R1, ovvero il tasto con il quale potremo tenere Amy per mano. Sfortunatamente però e specialmente nelle fasi più concitate, la presa tra le due potrebbe improvvisamente spezzarsi, costringendo quindi Lana a tornare indietro per riacchiappare la piccola bambina rimasta indietro, cosa che per esempio in un inseguimento potrebbe portare ad un game over immeritato.
I combattimenti sono caratterizzati dalla combinazione, attacco schivata, e se, in un primo momento, possono sembrare confusionari e approssimativi richiedono invece una dose di tempismo non indifferente per essere superati con successo, dove è l'attimo a fare la differenza tra la vita e la morte. Occasionalmente però, nell'intenzione forse di rendere lo scontro più scenico e comunque non riuscendoci, si viene confusi da repentini cambi di inquadratura che contribuiscono solamente a rendere il tutto ancora più difficoltoso. I nemici che dovremo affrontare, umani e non, non dispongono di un intelletto sviluppato e nella quasi totalità dei casi si limitano ad eseguire percorsi prestabiliti attaccando la protagonista a vista.
Il comparto sonoro, nonostante possa anche non rimanere scolpito nella mente dei più svolge comunque egregiamente il suo ruolo, accompagnandoci nel viaggio delle due protagoniste senza mai risultare pesante o fuoriluogo e contribuendo a creare la giusta atmosfera.

La longevità, non rappresenta niente di eccezionale e quelle dieci ore comunicate nelle fasi antecedenti all'uscita, sono solo il risultato dell'enorme tempo speso dagli innumerevoli tentativi necessari per superare i vari passaggi e dalla rarità dei checkpoint che, almeno a detta degli sviluppatori, sono stati una scelta voluta.
Infatti, a patto di sapere cosa fare e soprattutto come farlo, i capitoli possono essere completati in breve tempo. La cosa però che farà storcere ancora di più il naso probabilmente è rappresentata dal fatto che qualsiasi checkpoint raggiunto in un livello verrà cancellato ad ogni ritorno sulla XMB, costringendo quindi a iniziare nuovamente l'intero capitolo una volta tornati in gioco.

Un'altra caratteristica estremamente singolare è quella dettata dal fatto che, ad ogni morte, la protagonista verrà ripulita di tutti gli oggetti in suo possesso, come siringhe curative o altri, e alcuni nemici che prima erano presenti, scompaiono misteriosamente o viceversa. L'arma posseduta al momento del game over invece, viene risparmiata da questo insolito processo di pulizia.


Per tutti i cacciatori di trofei interessati, il gioco presenta i classici 12 obiettivi tipici della stragrande maggioranza dei titoli in formato digitale, ripartiti in 1 Oro, 4 Argento ed i restanti 7 Bronzo, dove un buon 80/90% sarà sbloccabile con la semplice progressione della storia, tanto che giocando al livello di difficoltà più alto ed avendo premura di eseguire tre o quattro azioni particolari, ma legate comunque fortemente al contesto, sarà possibile ottenerli tutti in una sola partita.

 

 

GUARIGIONE O DECESSO?

I difetti ci sono, inutile negarlo, e il suo insieme, pesa decisamente ed inevitabilmente sul valore finale del prodotto, però è giusto anche che vengano riconosciuti i pregi posseduti dal titolo. Per quanto possano anche passare in secondo piano rispetto ai difetti ci sono elementi degni di nota, come la costante sensazione di debolezza e sconforto di cui è pregna tutta l'avventura, curiosamente derivata anche dalle falle sopraccitate, una sensazione che va di pari passo con un atmosfera comunque adeguata ad un titolo del genere.

Bisogna inoltre ammettere che i vari enigmi e passaggi offerti dal gioco garantiscono in linea generale un certo lavoro di pianificazione o studio, grazie anche al lavoro di coppia tra Lana ed Amy che spesso si renderà necessario per progredire. Non è data la possibilità di controllare direttamente Amy se non in determinate fasi statiche di "mira", e sarà possibile guidarla solo tramite comandi e posizioni prefissate impartite da Lana. Niente di eccezionale sia chiaro, ma abbastanza da tenere impegnati. Piacevole per esempio il minigioco proposto per aprire determinate porte, sulla falsariga del celebre gioco da tavolo Mastermind, senza dimenticare che spesso al giocatore viene data la facoltà di superare alcuni passaggi in maniere alternative, classico esempio può essere fatto con l'affrontare un nemico, ove possibile, oppure decidere di distrarlo o cercare di passare inosservati.

Tutto quanto a fronte di un prezzo d'acquisto relativamente contenuto di un titolo che alla fine è il risultato di un prodotto indie e che forse è stato considerato più duramente di quanto meritasse, visto che in giro ci sono giochi a prezzo pieno di case di sviluppo ben più blasonate e che hanno comunque i loro difetti, ma che al contempo, grazie alla tendenza ormai oridnaria delle patch post-uscita, possono permettersi di risolvere.

 

 

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Almeno per quanto mi riguarda, seppure con difetti vistosi, non ho trovato AMY così abominevole come le varie recensioni lo hanno etichettato e che ne stanno decretando forse il suo insuccesso.
Per certi versi il gioco mi ricorda un certo OverBlood, vecchio survival horror uscito praticamente agli albori della prima PlayStation e la crudeltà intrinseca del sistema di gioco di AMY, voluta o meno che sia, mi ricorda invece i giochi di un paio di decenni fà, dove le risorse erano limitate, e una volta esaurite, che fossero vite o continua, si doveva rifare tutto daccapo senza salvataggio o checkpoint che tenesse. Un tempo dove la magnanimità dettata dai canoni del videogioco odierno ancora non esisteva.

In ultima battuta mi sento di consigliare il gioco, solo a chi è dotato di una dose di pazienza non comune, a chi non cede in preda alla frustrazione e non si lascia abbattere da un grado di sfida abbastanza elevato, determinato seppure in buona parte dai difetti e da scelte che qualcuno potrebbe trovare altamente discutibili, ma che contribuiscono a rendere AMY una esperienza di sopravvivenza cattiva come pochi, perfettamente in linea con quanto si erano prefissati gli sviluppatori.

 

Siete avvertiti!


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Community Team - Moderator
super_panino
Post: 2.144
Registrato: 27-06-2011
Messaggio 2 di 4 (217 Visualizzazioni)

Rif.: AMY [recensione]

Grazie della recensione D-Raiden :smileyhappy:
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Rif.: AMY [recensione]

Grazie mille della recensione! Ora posso dire che lo acquisterò senza alcun dubbio: il gioco mi ha interessato sin da quando fu annunciato e ora che ho letto che sarà di "vecchio stampo" per quanto riguarda la difficiltà non posso che provarlo!

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Best Fighter
BAOH76
Post: 3.496
Registrato: 02-06-2008
Messaggio 4 di 4 (119 Visualizzazioni)

Rif.: AMY [recensione]

[ Modificato ]

al giorno d'oggi il successo ,oppure una grande vendita di un titolo ,viene dettata dai trofei purtroppo.

non si puo' negare quest'aspetto....

 

provate a immaginare solo per un attimo se' avesse avuto il trofeo di PLATINO.....quanto avrebbe venduto ?

 

TRINE 2   ha' ben 11 trofei d'oro piu' il platino....vendera' di sicuro moltissimo.

 

 

 

p.s. ottima recensione comunque,bravo.:Thumbs:



" LA GENTE NON LEGGE,SE' LEGGE NON CAPISCE,SE' CAPISCE NON RICORDA "


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