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01 mag 2017
Da dark_james

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[Community Review] LEGO City Undercover

0 RISPOSTA 348 Visualizzazioni Creato 01-05-2017
01 mag 2017
Da dark_james

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Chase McCain vede finalmente il proprio debutto su PS4 nella sua personalissima avventura a mattoncini. Tra inseguimenti sfrenati sui tetti e risse in stile Jackie Chan, vi presentiamo LEGO City Undercover. Pronti a rituffarvi ancora una volta nel meraviglioso mondo di LEGO?

 

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CSI: LEGO City

 

Insieme a LEGO Worlds, di cui vi abbiamo parlato poco tempo fa, il gioco di cui vi stiamo parlando oggi rappresenta una sorta di eccezione rispetto alle tipiche produzioni della “serie” a cui ci ha abituato Traveller’s Tales. Di fatto, anche in questa occasione ci troviamo davanti a un titolo che non rivisita un universo celebre in chiave LEGO, ma poggia su un concept di per sé originale. A differenza di LEGO Worlds, però, qui l’accento è posto completamente sul marchio di fabbrica degli sviluppatori: narrazione e umorismo. La sfida del team, in questo caso, consisteva nell’imbastire una sceneggiatura capace di reggersi su espedienti e personaggi inediti. Il compito non era semplice, perché si trattava di proporre una rivisitazione parodistica del genere poliziesco e renderlo accessibile ad un pubblico variegato, dai giovanissimi agli adulti. Una sorta di “Una Pallottola Spuntata” senza le battute sconce e i riferimenti sessuali, con richiami espliciti alle produzioni che hanno segnato la storia e rappresentano l’attualità del genere. Da Starsky e Hutch all’ispettore Callaghan, passando per l’Horatio Caine di CSI: Miami, i riferimenti alle opere originali sono chiari e disparati. I giochi di richiami non si esauriscono comunque nel genere “crime”, ma toccano anche le produzioni cinematografiche più celebri: Titanic e Matrix, ma anche l’immancabile 007, per cui il co-founder di Traveller’s Tales aveva dichiarato un amore spassionato.

 

I personaggi protagonisti di LEGO City Undercover ricalcano un po’ gli stereotipi del genere: abbiamo l’eroe brillante (e poco pasticcione, per la gioia dei più piccoli), il capo bisbetico, la ragazza coraggiosa ma perennemente in pericolo e così via. La bravura degli scrittori, tuttavia, permette ad ognuna di queste figure di risultare subito simpatiche al giocatore e di inserirsi in maniera chiara nel suo immaginario, grazie ad una caratterizzazione semplice e allo stesso tempo efficace. Nella versione italiana del gioco è inoltre possibile godere di un ottimo doppiaggio, che può vantare sia professionisti di spessore come Lorenzo Scattorin (nei panni del protagonista, Chase McCain), Marco Balzarotti e Riccardo Peroni, che i comici della “vecchia” combriccola di Zelig, come i Fichi d’India, Marco Della Noce e Rocco Ciarmoli. Ottime anche le musiche, che ricalcano alla perfezione i suoni tipici delle colonne sonore dei serial polizieschi degli anni ’90.

 

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L’abito fa il monaco

 

Sotto il punto di vista del gameplay, LEGO City Undercover presenta uno schema di gioco già cementificato con le altre produzioni dedicate ai mattoncini danesi. Le novità sono poche, ma tutte piuttosto interessanti. A differenza di LEGO Dimensions e dei videogiochi della “serie” basati su proprietà intellettuali note, qui il giocatore è chiamato a impersonare solo un personaggio: Chase McCain. Questo ha portato gli sviluppatori a studiare un sistema di enigmi e puzzle che ruotasse interamente attorno a un singolo elemento, evitando, allo stesso tempo, un appiattimento dell’esperienza complessiva di gioco. A tal proposito giunge il sistema ad abiti: Chase McCain, nel corso della sua avventura, ha accesso a nuove abilità grazie a svariati capi di vestiario. La divisa da poliziotto permette al giocatore di seguire le impronte nascoste e trovare oggetti celati utili per la soluzione degli enigmi, mentre quella da contadino ha in dotazione un annaffiatoio, necessario per far crescere piante e fiori nei loro vasi, e un pollo, con cui è possibile violare leggi di fisica e logica librandosi in volo semplicemente reggendosi ai suoi piedi. A questi due abiti che abbiamo scelto come esempio se ne sommano altri 6, per un totale di 8 abilità diverse da sbloccare e utilizzare per la risoluzione degli innumerevoli puzzle ambientali (NdR. L’abito da civile non garantisce alcun benefit, ma un particolare personaggio sbloccabile solo dopo aver completato la modalità storia si rivela indispensabile per l’interazione con alcuni particolari oggetti).

 

Una piccola novità riguarda i combattimenti contro i nemici. Il nuovo sistema prevede un sistema a tre tasti: quadrato per gli attacchi e gli atterramenti, triangolo per la parata e il contrattacco e cerchio per ammanettare e mettere definitivamente KO i criminali precedentemente mandati a gambe all’aria. Questa meccanica aggiunge sicuramente profondità al gameplay, anche se la sensazione è che il gioco in sé rimanga parecchio semplice. Certo, un prodotto di questo tipo non ha sicuramente tra i suoi obiettivi principali quello di offrire una sfida impegnativa e appagante, ma la possibilità di affrontare qualche difficoltà in più avrebbe sicuramente giovato all’esperienza in sé.

 

Altra riconferma per LEGO City Undercover riguarda l’elevato tasso di collezionabili presenti all’interno dei 15 livelli della storia e dell’immensa mappa liberamente esplorabile. Se per completare l’avventura sono necessarie 10-15 ore complessive, per totalizzare il 100% complessivo è necessario almeno aggiungere altre due-tre volte la stessa cifra all’equazione. Oltre agli immancabili mattoncini dorati, sono presenti centinaia di gettoni personaggi con cui sbloccare alter (L)ego da impersonare al posto di Chase McCain, svariati veicoli e i mattoncini rossi, utili per attivare bonus in grado di rendere più semplice e veloce la propria caccia al collezionabile. In questo gioco è inoltre presente una valuta inedita per la serie, ovvero i Super Mattoncini. Questi li si può ottenere sia raccogliendo pezzi di costruzione dagli oggetti sparsi per l’ambiente di gioco sia dai Super Blocchi luminosi. I Super Mattoncini sono essenziali per l’edificazione di particolari strutture, come ponti, eliporti e stazioni per richiamare le proprie vetture.

 

Infine, piccole note di natura tecnica: LEGO City Undercover regala un piacevole colpo d’occhio grazie a un art design sempre frizzante e allegro, valorizzato da un motore di gioco efficace per il raggiungimento dell’obiettivo. Il framerate è stabile: 60fps nei luoghi chiusi e 30fps all’esterno, probabilmente dovuto al fatto che nel mondo aperto il gioco avrebbe avuto maggiori problemi nel mantenere alto il numero di frame per secondo. Gli unici problemini sorgono a livello “fisico”: alcune imperfezioni frustrano occasionalmente l’esperienza di gioco, con il personaggio che non interagisce correttamente con gli elementi attorno a lui. Tutto sommato queste restano comunque piccole sbavature che non compromettono assolutamente la buona qualità del prodotto Traveller’s Tales.

 

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In Conclusione

 

LEGO City Undercover è l’ennesima prova della maestria di Traveller’s Tales nel gestire la licenza LEGO. Gli sviluppatori si sono superati nel dar vita ad una sceneggiatura originale capace di giocare sugli elementi tipici del genere poliziesco e di restituire una divertente parodia ricca di riferimenti a produzioni celebri di cinema e televisione. Il gameplay presenta alcune interessanti novità rispetto agli altri videogame brandizzati LEGO, con un vasto mondo aperto da visitare e un enorme numero di collezionabili che non aspettano altro che essere raccolti e sbloccati. Se siete appassionati di LEGO e/o semplicemente delle crime stories, LEGO City Undercover potrebbe regalarvi un’esperienza di gioco parecchio divertente e più che soddisfacente.

 

Sei interessato a LEGO City Undercover? Lo trovi disponibile su PlayStation Store.

 

In alternativa, potresti essere interessato a LEGO Worlds e a LEGO Dimensions. Il primo, come accennato sopra, è una rivisitazione nuova dell’ecosistema videoludico di LEGO, votata più all’esplorazione e alla costruzione che alla narrazione umoristica. LEGO Dimensions, in maniera opposta, punta più su battute e situazioni comiche basate su alcune delle più importanti proprietà intellettuali del mondo dell’intrattenimento.

 

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